hMailServer è uno dei migliori server mail free ed opensource esistenti.
Fra le varie possibilità, vi è pure lo scan antivirus dei messaggi.
Qualora volessimo usare l'antivirus F-PROT per Windows per controllare se i messaggi in arrivo presentino allegati infetti, ecco la stringa da inserire.
Nella scheda AntiVirus --> External Virus Scanner, abilitare "Use External Scanner" ed inserire nel rigo sottostante, esattamente la seguente stringa:
"C:\Program Files\FRISK Software\F-PROT Antivirus for Windows\fpscan.exe" "%FILE%" /heurlevel=2 /report /adware -v 0
in "Return Value" inserire 1
Ovviamente, verificare che sul vostro server, F-PROT sia installato su "C:\Program Files\FRISK Software\F-PROT Antivirus for Windows\ ed eventualmente apportate le opportuine correzioni
giovedì 12 gennaio 2012
lunedì 2 gennaio 2012
Come far ripartire un iphone4 (con jailbreak) bloccato al logo mela
Salve a tutti...
oggi ho trovato in rete un metodo fantastico, per fare ripartire un iphone4 gia' jailbrekkato, che si dovesse bloccare all'avvio al logo della mela.
L'articolo originale l'ho pescato da qui:
http://jailbreakqa.com/questions/81113/iphone-4-on-433-stuck-on-boot-logo-after-cydia-today-update
Riassumendo:
1) scaricare redsnow da qui http://blog.iphone-dev.org/post/14857834236/untethered-holidays
2) lanciarlo, e mettere l'iphone bloccato in DFU
3) scegliere INSTALL CYDIA, e poi deselezionare tutto, e mettere la spunta solo su "Install Custom Bundle"
4) scegliere questo file tar, cb-399x-1.tgz, scaricato da qui: http://cache.saurik.com/jailbreakqa/cb-399x-1.tgz
5) procedere...
In pratica, verra' sostituito il file /etc/launchd.conf originario, con un file vuoto, e verranno quindi levati dall'avvio quei programmi che ci bloccavano l'iphone in fase di boot
That's all folks ;)
oggi ho trovato in rete un metodo fantastico, per fare ripartire un iphone4 gia' jailbrekkato, che si dovesse bloccare all'avvio al logo della mela.
L'articolo originale l'ho pescato da qui:
http://jailbreakqa.com/questions/81113/iphone-4-on-433-stuck-on-boot-logo-after-cydia-today-update
Riassumendo:
1) scaricare redsnow da qui http://blog.iphone-dev.org/post/14857834236/untethered-holidays
2) lanciarlo, e mettere l'iphone bloccato in DFU
3) scegliere INSTALL CYDIA, e poi deselezionare tutto, e mettere la spunta solo su "Install Custom Bundle"
4) scegliere questo file tar, cb-399x-1.tgz, scaricato da qui: http://cache.saurik.com/jailbreakqa/cb-399x-1.tgz
5) procedere...
In pratica, verra' sostituito il file /etc/launchd.conf originario, con un file vuoto, e verranno quindi levati dall'avvio quei programmi che ci bloccavano l'iphone in fase di boot
That's all folks ;)
giovedì 6 ottobre 2011
Onori a Steve Jobs - 1955 / 2011
Popolo della rete; internauti; programmatori; tecnici elettronici / informatici, fermiamoci 1 minuto a porgere gli onori a Steve Jobs, che ci ha lasciato in eredità i "giocattoli" elettronici e tecnologici più belli e più performanti che un comune mortale abbia mai potuto possedere, toccare ed utilizzare.
Steve Jobs
1955 - 2011
R.I.P
foto della home page del sito apple, in data 06/10/2011 (scattata da iphone)
Steve Jobs
1955 - 2011
R.I.P
foto della home page del sito apple, in data 06/10/2011 (scattata da iphone)
mercoledì 14 settembre 2011
Windows 8 da scaricare (download iso)
Salve a tutti... un messaggio al volo...
ecco un link ufficiale microsoft, da dove scaricare la iso di windows 8:
http://msdn.microsoft.com/en-us/windows/apps/br229516
Si tratta della "developer preview". Quindi non si puo' aggiornare da windows 7; installatelo pertanto solo su macchie di prova.
ecco un link ufficiale microsoft, da dove scaricare la iso di windows 8:
http://msdn.microsoft.com/en-us/windows/apps/br229516
Si tratta della "developer preview". Quindi non si puo' aggiornare da windows 7; installatelo pertanto solo su macchie di prova.
domenica 24 luglio 2011
Guida: come fare il downgrade del firmware iPhone4 da 4.3.4/4.3.5 a 4.3.3
Premessa importante:
Per prima cosa, è necessario che abbiate in precedenza salvato il vostro ECID SHSH relativo alla versione 4.3.3
Se non avete salvato in locale sul vostro PC, o sui server di Saurik, mediante Cydia, il vostro ecid shsh relativo al firmware 4.3.3 non potete procedere nel downgrade.
Per chi non ancora non lo sapesse, esistono due modi fondamentalmente per salvare l'ECID SHSH del proprio IPHONE 4.3.3:
TinyUmbrella (salva l'ecid shsh interrogando il server di apple; è in grado quindi di salvare l'ecid shsh relativo all'ultima versione disponibile da parte di apple (nel momento in cui vi scrivo, siamo alla 4.3.5), in quanto i server di apple firmano soltanto l'ultima versione di firmware);
iFaith (ifaith salva gli shsh blobs dumpandoli direttamente dalla memoria interna dell'iphone; quindi non interroga alcun server e salva il blob shsh relativo alla versione attuale del vostro iphone4; per esempio, se sul vostro iphone avere firmware 4.3.1 iFaith salverà l'ECID SHSH relativo alla versione 4.3.1)
Se avete fatto il jailbreak al vostro dispositivo, è probabile che cydia in automatico abbia gia' salvato il vostro ECID SHSH relativo all'ultima versione firmabile da apple nel momento ni cui avete instalalto cydia. Verificate tramite TinyUmbrella, che sui server di Cydia sia presente il vostro prezioso blob shsh. Quindi se avete il vostro ecid shsh relativo alla versione 4.3.3 proseguite avanti.
Vi posto fondamentalmente, due metodi da me provati entrambi con successo, per fare il downgrade; ribadisco che i metodi qui elencati, sono stati da me testati con successo; il metodo da me suggerito, si basa sull'utilizzo di rinomati tools di famosi coders; chi effettua il downgrade, lo fa a proprio rischio e pericolo, assumendosi tutte le responsabilità del caso (invalidazioni garanzie o altro).
PRIMO METODO (anche se è uno di quelli più consigliati in rete, non lo consigliato, in quanto macchinoso e crea problemi con la baseband del modem)
Aprire tinyumbrella, e lanciare il server TSS (prima chiudete skype se lo avete aperto). Non chiudete tinyumbrella, ed andate avanti nella guida
Fatto cio', ponete il vostro iphone 4 v4.3.4 in modalita' DFU: collegate il vostro iphone al PC, e spegnetelo; poi premete contemporaneamente i tasti sleep e home, per 10 secondi, e poi tenendo premuto il tasto home, lasciate il tasto sleep, e lasciate premuto home per altri 15 secondi.
A questo punto, aprite itunes, e premento il tasto SHIFT (quello con la freccia grande verso l'alto, sopra Ctrl) selezionate ripristina; scegliete il file iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw. Fate lavorare itunes, fino a che termina... con un errore 1013. A questo punto, sul vostro iphone compare un cavo USB e il logo itunes.. il telefono è in modalità ripristino; lasciatelo cosi', anche perchè è impossibile farlo uscire da tale modalità, e proseguite nella guida...
Premete contemporanemente home e sleep per circa 10 secondi; poi rilasciare solo il tasto sleep, fino a che lo schermo resta del tutto nero (fate entrare iphone in modalità DFU, con schermo nero).
A questo punto, aprite redsn0w, e caricate il file iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw
andate avanti... partira' il jailbreak, durerà parecchio tempo, più del normale, e la schermata finale dell'ananas rimarrà bloccata per parecchi minuti.. (avete tranquillamente il tempo di prendervi un caffè e fumarvi una sigaretta). Terminato il jailbreak, il telefono si spegne del tutto. Riaccendetelo, e comparira' di nuovo il cavo USB e il logo itunes (modalità ripristino). Ma state tranquilli, è quasi fatta. A questo punto, per uscire dalla modalità ripristino, mediante tinyumbrella, premere il tasto exit recovery, dopo avere selezionato sulla sinistra l'iphone.
Riaccendere l'iphone, e avrete nuovamente v4.3.3 con cydia ;) Non dimenticare di applicare il PDF Patcher v2 di Comex
Ho notato, un paio di insignificanti effetti collaterali:
1) Se doveste avere problemi di notifiche PUSH , dopo il downgrade, acquistate un certificato su http://pushfix.info/purchase inserite in fondo alla pagina il numero IMEI del vostro iphone, e poi premete paypal al costo di 5.99 dollari usa. Infine, scaricate pushfix v2 da cydia (repo http://cydia.pushfix.info)
2) Un'altra cosa che ho notato sul mio iphone downgradato.. stranamente non mi fa visualizzare l'APN della TIM.. Ho risolto andando su www.unlockit.co.nz e installando un profilo di rete personalizzato.
SECONDO METODO (consigliato in quanto a me personalmente, tutto è filato liscio come l'olio)
Aprire tinyumbrella, e lanciare il server TSS (prima chiudete skype se lo avete aperto). Non chiudete tinyumbrella, ed andate avanti nella guida
Create mediante sn0wbreeze una copia custom del firmware iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw
lanciato sn0wbreeze, superate le prime due schermate introduttive, cliccate su browse e selezionate iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw; una volta che il programma ha correttamente identificato la versione del firmware, vi compare una schermata, con tre opzioni:
- baseband preservation mode
- simple mode
- expert mode
La prima opzione, baseband pres. mode, serve a creare un file di restore, senza l'aggiornamento della baseband del modem. Cio' evita l'errore 1013 alla fine del ripristino di itunes ed al termine avrete un iphone originale, senza jailbreak.
La seconda opzione, simple mode, creerà un firmware già jailbrekkato. Cio' evita l'errore 1013 alla fine del ripristino di itunes ed al termine avrete un iphone con jailbreak.
La terza opzione è solo per esperti, e la sconsiglio.
Buon Downgrade ;)
Per prima cosa, è necessario che abbiate in precedenza salvato il vostro ECID SHSH relativo alla versione 4.3.3
Se non avete salvato in locale sul vostro PC, o sui server di Saurik, mediante Cydia, il vostro ecid shsh relativo al firmware 4.3.3 non potete procedere nel downgrade.
Per chi non ancora non lo sapesse, esistono due modi fondamentalmente per salvare l'ECID SHSH del proprio IPHONE 4.3.3:
TinyUmbrella (salva l'ecid shsh interrogando il server di apple; è in grado quindi di salvare l'ecid shsh relativo all'ultima versione disponibile da parte di apple (nel momento in cui vi scrivo, siamo alla 4.3.5), in quanto i server di apple firmano soltanto l'ultima versione di firmware);
iFaith (ifaith salva gli shsh blobs dumpandoli direttamente dalla memoria interna dell'iphone; quindi non interroga alcun server e salva il blob shsh relativo alla versione attuale del vostro iphone4; per esempio, se sul vostro iphone avere firmware 4.3.1 iFaith salverà l'ECID SHSH relativo alla versione 4.3.1)
Se avete fatto il jailbreak al vostro dispositivo, è probabile che cydia in automatico abbia gia' salvato il vostro ECID SHSH relativo all'ultima versione firmabile da apple nel momento ni cui avete instalalto cydia. Verificate tramite TinyUmbrella, che sui server di Cydia sia presente il vostro prezioso blob shsh. Quindi se avete il vostro ecid shsh relativo alla versione 4.3.3 proseguite avanti.
Vi posto fondamentalmente, due metodi da me provati entrambi con successo, per fare il downgrade; ribadisco che i metodi qui elencati, sono stati da me testati con successo; il metodo da me suggerito, si basa sull'utilizzo di rinomati tools di famosi coders; chi effettua il downgrade, lo fa a proprio rischio e pericolo, assumendosi tutte le responsabilità del caso (invalidazioni garanzie o altro).
PRIMO METODO (anche se è uno di quelli più consigliati in rete, non lo consigliato, in quanto macchinoso e crea problemi con la baseband del modem)
Aprire tinyumbrella, e lanciare il server TSS (prima chiudete skype se lo avete aperto). Non chiudete tinyumbrella, ed andate avanti nella guida
Fatto cio', ponete il vostro iphone 4 v4.3.4 in modalita' DFU: collegate il vostro iphone al PC, e spegnetelo; poi premete contemporaneamente i tasti sleep e home, per 10 secondi, e poi tenendo premuto il tasto home, lasciate il tasto sleep, e lasciate premuto home per altri 15 secondi.
A questo punto, aprite itunes, e premento il tasto SHIFT (quello con la freccia grande verso l'alto, sopra Ctrl) selezionate ripristina; scegliete il file iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw. Fate lavorare itunes, fino a che termina... con un errore 1013. A questo punto, sul vostro iphone compare un cavo USB e il logo itunes.. il telefono è in modalità ripristino; lasciatelo cosi', anche perchè è impossibile farlo uscire da tale modalità, e proseguite nella guida...
Premete contemporanemente home e sleep per circa 10 secondi; poi rilasciare solo il tasto sleep, fino a che lo schermo resta del tutto nero (fate entrare iphone in modalità DFU, con schermo nero).
A questo punto, aprite redsn0w, e caricate il file iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw
andate avanti... partira' il jailbreak, durerà parecchio tempo, più del normale, e la schermata finale dell'ananas rimarrà bloccata per parecchi minuti.. (avete tranquillamente il tempo di prendervi un caffè e fumarvi una sigaretta). Terminato il jailbreak, il telefono si spegne del tutto. Riaccendetelo, e comparira' di nuovo il cavo USB e il logo itunes (modalità ripristino). Ma state tranquilli, è quasi fatta. A questo punto, per uscire dalla modalità ripristino, mediante tinyumbrella, premere il tasto exit recovery, dopo avere selezionato sulla sinistra l'iphone.
Riaccendere l'iphone, e avrete nuovamente v4.3.3 con cydia ;) Non dimenticare di applicare il PDF Patcher v2 di Comex
Ho notato, un paio di insignificanti effetti collaterali:
1) Se doveste avere problemi di notifiche PUSH , dopo il downgrade, acquistate un certificato su http://pushfix.info/purchase inserite in fondo alla pagina il numero IMEI del vostro iphone, e poi premete paypal al costo di 5.99 dollari usa. Infine, scaricate pushfix v2 da cydia (repo http://cydia.pushfix.info)
2) Un'altra cosa che ho notato sul mio iphone downgradato.. stranamente non mi fa visualizzare l'APN della TIM.. Ho risolto andando su www.unlockit.co.nz e installando un profilo di rete personalizzato.
SECONDO METODO (consigliato in quanto a me personalmente, tutto è filato liscio come l'olio)
Aprire tinyumbrella, e lanciare il server TSS (prima chiudete skype se lo avete aperto). Non chiudete tinyumbrella, ed andate avanti nella guida
Create mediante sn0wbreeze una copia custom del firmware iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw
lanciato sn0wbreeze, superate le prime due schermate introduttive, cliccate su browse e selezionate iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw; una volta che il programma ha correttamente identificato la versione del firmware, vi compare una schermata, con tre opzioni:
- baseband preservation mode
- simple mode
- expert mode
La prima opzione, baseband pres. mode, serve a creare un file di restore, senza l'aggiornamento della baseband del modem. Cio' evita l'errore 1013 alla fine del ripristino di itunes ed al termine avrete un iphone originale, senza jailbreak.
La seconda opzione, simple mode, creerà un firmware già jailbrekkato. Cio' evita l'errore 1013 alla fine del ripristino di itunes ed al termine avrete un iphone con jailbreak.
La terza opzione è solo per esperti, e la sconsiglio.
Dopo che avrete creato il custom firmware, sn0wbreeze vi salva il file sn0wbreeze_iPhone 4-4.3.3.ipsw sul Desktop di windows, e subito dopo vi guida vi guida nel porre l'iPhone4 in modalità pwned DFU, per il corretto ripristino.
Una volta posto l'iPhone in modalità PWNED DFU, aprite itunes, e premento il tasto SHIFT (quello con la freccia grande verso l'alto, sopra Ctrl) selezionate ripristina; scegliete sul desktop il file appena creato da sn0wbreeze, ovvero sn0wbreeze_iPhone 4-4.3.3.ipsw . Fate lavorare itunes, fino a che termina...
Una volta posto l'iPhone in modalità PWNED DFU, aprite itunes, e premento il tasto SHIFT (quello con la freccia grande verso l'alto, sopra Ctrl) selezionate ripristina; scegliete sul desktop il file appena creato da sn0wbreeze, ovvero sn0wbreeze_iPhone 4-4.3.3.ipsw . Fate lavorare itunes, fino a che termina...
Buon Downgrade ;)
giovedì 28 aprile 2011
Symbian OS. Uno dei migliori sistemi operativi mai realizzato su un dispositivo mobile
Sono molti a livello mondiale, i fan del sistema operativo per dispositivi mobili, Symbian OS, che equipaggia la buona parte dei migliori dispositivi della casa finlandese.
Sono passati ancora pochi mesi, da quando Nokia era leader a livello mondiale di vendite, con i suoi dispositivi basati su S40, Symbian e Maemo. Ma si sa, le cose cambiano, e l'avvento del sistema operativo Android, ha cambiato le carte in tavola. Ora a giocare la partita, si sono aggiunti nuovi giocatori, al tavolo dei leader mondiali di vendite di telefonini.
Nokia, visto il calo di vendite, con la conseguente perdita di una certa fetta di mercato, ultimamente, sembra intenzionata a mettere in discussione almeno in parte lo sviluppo e l'evoluzione di questo sistema operativo che ha creato la gloria della casa finlandese.
Un recente accordo con Microsoft, pare portare la casa finlandese verso la direzione di una produzione in serie di telefonini basati sul sistema operativo Windows Mobile.
Eppure, con il rilascio di Symbian ^3 ed il recentissimo Symbian Anna, sembrava che Nokia stesse finalmente riprendendo la giusta direzione per combattere con nuove e più potenti armi, l'armata dei telefonini Android. Si tratta infatti, parlando di Symbian ^3 e di Symbian Anna, di nuovi sistemi operativi, molto più performanti, e installati su dispositivi di alto livello come Nokia N8 e Nokia E7.
Provare e tenere in mano uno di questi dispositivi, per chi ha avuto in mano un telefonino basato su Android, fa capire come effettivamente la casa finlandese sia orientata nelle direzione giusta, con i nuovi dispositivi basati su Symbian. Una qualità eccezionale, una stabilità e fluidità del nuovo sistema operativo Symbian, fanno deporre per una nuova battaglia, in casa Nokia, che si consumerà fra i nuovi dispositivi ad uscire basati su Windows Mobile, ed i nuovi modelli basati sul nuovo seppur dal passato glorioso, Symbian ^3 e Symbian Anna.
Vedremo. Intanto, mentre si aspettano i nuovi Nokia basati su Windows Mobile, godiamoci questi meravigliosi dispositivi basati sull'ormai solido Symbian ^3 e Symbian Anna.
Sono passati ancora pochi mesi, da quando Nokia era leader a livello mondiale di vendite, con i suoi dispositivi basati su S40, Symbian e Maemo. Ma si sa, le cose cambiano, e l'avvento del sistema operativo Android, ha cambiato le carte in tavola. Ora a giocare la partita, si sono aggiunti nuovi giocatori, al tavolo dei leader mondiali di vendite di telefonini.
Nokia, visto il calo di vendite, con la conseguente perdita di una certa fetta di mercato, ultimamente, sembra intenzionata a mettere in discussione almeno in parte lo sviluppo e l'evoluzione di questo sistema operativo che ha creato la gloria della casa finlandese.
Un recente accordo con Microsoft, pare portare la casa finlandese verso la direzione di una produzione in serie di telefonini basati sul sistema operativo Windows Mobile.
Eppure, con il rilascio di Symbian ^3 ed il recentissimo Symbian Anna, sembrava che Nokia stesse finalmente riprendendo la giusta direzione per combattere con nuove e più potenti armi, l'armata dei telefonini Android. Si tratta infatti, parlando di Symbian ^3 e di Symbian Anna, di nuovi sistemi operativi, molto più performanti, e installati su dispositivi di alto livello come Nokia N8 e Nokia E7.
Provare e tenere in mano uno di questi dispositivi, per chi ha avuto in mano un telefonino basato su Android, fa capire come effettivamente la casa finlandese sia orientata nelle direzione giusta, con i nuovi dispositivi basati su Symbian. Una qualità eccezionale, una stabilità e fluidità del nuovo sistema operativo Symbian, fanno deporre per una nuova battaglia, in casa Nokia, che si consumerà fra i nuovi dispositivi ad uscire basati su Windows Mobile, ed i nuovi modelli basati sul nuovo seppur dal passato glorioso, Symbian ^3 e Symbian Anna.
Vedremo. Intanto, mentre si aspettano i nuovi Nokia basati su Windows Mobile, godiamoci questi meravigliosi dispositivi basati sull'ormai solido Symbian ^3 e Symbian Anna.
venerdì 27 agosto 2010
Globalizzazione e diritti dei lavoratori
Era inevitabile. Dopo aver fatto entrare nel WTO (World Trade Organization) alcuni paesi asiatici del terzo mondo (dove i diritti dei lavoratori sono di gran lunga inferiori a quelli dei lavoratori occidentali), i diritti dei lavoratori in Europa ed in Occidente in genere, cominciano ad essere messi in discussione. Secondo alcuni neo-liberisti (a torto) i nostri lavoratori hanno troppi diritti e sono pagati troppo; secondo loro ciò sarebbe sbagliato in una economia globalizzata.
Io invece penso che sia stato sbagliato fare entrare i grossi paesi asiatici nel WTO, in quanto il loro ingresso ha di fatto destabilizzato l'area sociale dei diritti dei lavoratori nei nostri paesi, di fatto creando milioni di disoccupati, cassaintegrati e precari. O perlomeno, è stato sbagliato il modo in cui hanno fatto entrare nel WTO questi paesi asiatici. Se ad esempio, i paesi del terzo mondo avessero avuto la possibilità di esportare liberamente solo materie prime, manufatti tipici locali, potendo importare liberamente allo stesso tempo prodotti tecnologici occidentali e manufatti occidentali, lo scambio commerciale sarebbe stato forse un tantino più equo e vantaggioso per entrambi. Infatti, l'Occidente non ha molte materie prime a disposizione, e pertanto avrebbe tratto grosso vantaggio dall'importare materie prime a prezzi competitivi. Ma la globalizzazione, così come è stata interpretata e gestita dagli utopici pensatori fautori del neo-liberismo (applicata indiscriminatamente a tutte le merci, compresi i prodotti tipici del manufatturiero), ha portato solo morte e distruzione in Occidente, non dando di fatto alcun vantaggio competitivo alle nostre imprese ed ai nostri lavoratori. Infatti, la globalizzazione neo-liberista e le ditte asiatiche, hanno tolto lavoro ed ordini alle piccole, alle medie ed alle grosse industrie, causando di fatto licenziamenti e cassaintegrazione per milioni di operai.
http://www.portalecnel.it/Portale%5CRassegnaStampaWeb.nsf/0/C12575C30045F725C12577370022357A/$FILE/054-S0UL8.pdf
Figuratevi, che adesso noi non siamo più nemmeno bravi a produrre le caffettiere. In Asie le producono a 2-3 euro cadauna e le caffettiere asiatiche sono ormai negli scaffali di tutto il mondo ed hanno sostituito di fatto le caffettiere italiane. Da noi, con il costo del lavoro che abbiamo (possibilmente ancora insufficiente, ma di certo frutto di anni di giustissime lotte operaie) una caffettiera costa alla produzione 5 euro. Ma i 2 euro in più che costa unacaffettiera italiana, a chi vanno ? Semplice, con i 2 euro in più a caffettiera, si ci pagano i nostri operai, i loro diritti e le loro pensioni future. Questi "2 euro in più a caffettiera", sono probabilmente il minimo prezzo da pagare per manterene da noi in Occidente l'occupazione, la giustizia sociale, la pace sociale fra le classi, evitando le lotte fratricide e le bidonvilles e le banlieus alle periferie delle città. Chi sostiene (a torto) che sia giusto importare le caffettiere dall'Asia, io rispondo che se fossero caricate di un dazio di 2-3 euro a caffettiera, la cosa sarebbe tutto sommato accettabile. La libera concorrenza nel mercato porta tutto sommato buoni frutti, ma a patto che non venga messa a repentaglio la stabilità sociale ed i diritti dei nostri lavoratori.
L'ostinarsi a non volere mettere dazi sui manufatti asiatici, prodotti in condizione di evidente DUMPING SOCIALE E FISCALE, è solo pericoloso e deleterio per tutti noi.
Persino i super libertari Stati Uniti, che tanto hanno fatto nei decenni scorsi per promuvere la globalizzazione neo-liberista (di fatto riuscendoci), oggi sono in una situazione di evidente "imbarazzo", essendo ormai le loro imprese non più in grado di competere con i colossi asiatici che producono manufatti da esportare in evidente situazione di dumping sociale e fiscale. Adesso gli USA, che stanno pagando una disoccupazione crescente al 10%, ovvero a livelli mai visti prima, devono lottare contro il surplus spaventosio dell'Asia, della conlonizzazione capitalista delle loro imprese, comprate a suon di dollari "asiatici", adesso vorrebbero che le monete asiatiche fossero sopravvalutate, così da rendere il costo delle merci importate negli USA, più in linea con i costi di produzione statuintensi. Ma come ? Non erano gli USA i primi fautori del neoliberismo globalizzatore ? E adesso gli stessi USA chiedono ai paesi asiatici di amentare il valore della loro moneta ? Gli USA infatti sono stati vittima di ciò che essi stessi pensavano come un processo che andava solo a loro vantaggio. Ma pagare un operaio 100 euro al mese, potendolo di fatto sfruttare e facendolo lavorare come uno schiavo per 16 ore al giorno, evidentemente per i neo-liberisti americani, poteva essere solo un grosso vantaggio, che avrebbe portato solo denaro nelle loro casse di capitalisti globalizzatori. Ma un operaio, un uomo vale molto di più di tutta la super tecnologia posseduta dagli USA, in quanto probabilmente gli utopisti neo-liberisti avevano sottovalutato un fattore importantissimo: il valore dell'essere umano, che vale molto più di 1000 macchine e delle nostre super-tecnologie; tutto ciò in Asia lo sapevano bene, dal momento che producono manufatti a prezzi super competitivi, in regime di dumping sociale, pagando i loro operai con stipendi da fame, alla faccia delle nostre mega-aziende super tecnologiche.
Il vero errore è adesso non innalzare barriere doganali e protettive nei confronti dei prodotti lavorati che giungono dall'Asia. Vanno alzati i dazi su tutti quei prodotti lavorati e finiti, che vengono prodotti in Asia in regime di dumping sociale. Il dazio aggiuntivo dovrebbe andare in un fondo di solidarietà per i nostri lavoratori italiani, al fine di elaborare nuove strategie di tutela lavorativa e sindacale. E' giusto che i prodotti asiatici comincino a costare di più, al fine di aiutare le nostre economie.
Se io voglio produrre in Italie delle magliette, assumendo in regola 100 operai, è giusto che lo Stato mi metta in condizione di potere vendere i miei prodotti sul libero mercato comunitario, non subendo la concorrenza sleale dei produttori asiatici, che pagano un operaio 100 euro al mese. A me per assumere un operaio in regola, i 100 operai costano approssimativamente 200.000 euro al mese (compresi i contributi sociali e previdenziali), contro i 10.000 euro al mese che paga un'azienda asiatica. Per lo Stato la tutela del lavoro credo dovrebbe essere un obbligo, anche in funzione del fatto che lo Stato dovrebbe tutelare oltre al mio diritto di imprendere, anche il lavoro ed i diritti dei miei 100 operai regolarmente assunti. Se a me produrre magliette, con 100 operai mi costa 3 euro a meglietta (quando in Asia costa 0.5 euro a maglietta), allora lo Stato dovrebbe giustamente caricare in dogana di un dazio "socialmente compensativo" le magliette dei miei concorrenti asiatici, imponendo una nuova tipologia di dazio, cosiddetta di di "solidarietà sociale e previdenziale".
Chi sostiene che i prodotti finiti provenienti dall'Asia non debbano essere tassati alle dogane, non pensa ai diritti delle nostre industrie, dei nostri figli e de nostri lavoratori.
Un paese occidentale evoluto dal punto di vista sociale del lavoro, non può e non deve importare merce finita, lavorata in Asia secondo standard lavorativi non coerenti con le nostre politiche sociali. In Asia un lavoratore viene pagato circa 100 - 150 euro al mese, e non ha affatto tutti i diritti di cui godono i nostri lavoratori in Occidente. Quando le merci asiatiche, giungono sul mercato, danneggiano il mercato del lavoro, causando di fatto la chiusura di migliaia di aziende e la conseguente perdita di preziosissimi posti di lavoro. Ciò non è accettabile da un punto di vista sociale, e lo Stato democratico non può pendere dalle labbra degli utopici fautori del neo-liberismo più spinto, di fatto aprendo le frontiere ai prodotti asiatici a basso costo. Già in USA stanno iniziando a praticare dazi sulle importazioni dei manufatti asiatici. Sarebbe ora che anche l'Europa facesse la stessa cosa, imitando gli Stati Uniti, visto che tutto sommato noi siamo solo capaci di "copiare" le idee altrui, giuste o sbagliate che siano; almeno copiamo gli USA nelle cose giuste.
Io invece penso che sia stato sbagliato fare entrare i grossi paesi asiatici nel WTO, in quanto il loro ingresso ha di fatto destabilizzato l'area sociale dei diritti dei lavoratori nei nostri paesi, di fatto creando milioni di disoccupati, cassaintegrati e precari. O perlomeno, è stato sbagliato il modo in cui hanno fatto entrare nel WTO questi paesi asiatici. Se ad esempio, i paesi del terzo mondo avessero avuto la possibilità di esportare liberamente solo materie prime, manufatti tipici locali, potendo importare liberamente allo stesso tempo prodotti tecnologici occidentali e manufatti occidentali, lo scambio commerciale sarebbe stato forse un tantino più equo e vantaggioso per entrambi. Infatti, l'Occidente non ha molte materie prime a disposizione, e pertanto avrebbe tratto grosso vantaggio dall'importare materie prime a prezzi competitivi. Ma la globalizzazione, così come è stata interpretata e gestita dagli utopici pensatori fautori del neo-liberismo (applicata indiscriminatamente a tutte le merci, compresi i prodotti tipici del manufatturiero), ha portato solo morte e distruzione in Occidente, non dando di fatto alcun vantaggio competitivo alle nostre imprese ed ai nostri lavoratori. Infatti, la globalizzazione neo-liberista e le ditte asiatiche, hanno tolto lavoro ed ordini alle piccole, alle medie ed alle grosse industrie, causando di fatto licenziamenti e cassaintegrazione per milioni di operai.
http://www.portalecnel.it/Portale%5CRassegnaStampaWeb.nsf/0/C12575C30045F725C12577370022357A/$FILE/054-S0UL8.pdf
Figuratevi, che adesso noi non siamo più nemmeno bravi a produrre le caffettiere. In Asie le producono a 2-3 euro cadauna e le caffettiere asiatiche sono ormai negli scaffali di tutto il mondo ed hanno sostituito di fatto le caffettiere italiane. Da noi, con il costo del lavoro che abbiamo (possibilmente ancora insufficiente, ma di certo frutto di anni di giustissime lotte operaie) una caffettiera costa alla produzione 5 euro. Ma i 2 euro in più che costa unacaffettiera italiana, a chi vanno ? Semplice, con i 2 euro in più a caffettiera, si ci pagano i nostri operai, i loro diritti e le loro pensioni future. Questi "2 euro in più a caffettiera", sono probabilmente il minimo prezzo da pagare per manterene da noi in Occidente l'occupazione, la giustizia sociale, la pace sociale fra le classi, evitando le lotte fratricide e le bidonvilles e le banlieus alle periferie delle città. Chi sostiene (a torto) che sia giusto importare le caffettiere dall'Asia, io rispondo che se fossero caricate di un dazio di 2-3 euro a caffettiera, la cosa sarebbe tutto sommato accettabile. La libera concorrenza nel mercato porta tutto sommato buoni frutti, ma a patto che non venga messa a repentaglio la stabilità sociale ed i diritti dei nostri lavoratori.
L'ostinarsi a non volere mettere dazi sui manufatti asiatici, prodotti in condizione di evidente DUMPING SOCIALE E FISCALE, è solo pericoloso e deleterio per tutti noi.
Persino i super libertari Stati Uniti, che tanto hanno fatto nei decenni scorsi per promuvere la globalizzazione neo-liberista (di fatto riuscendoci), oggi sono in una situazione di evidente "imbarazzo", essendo ormai le loro imprese non più in grado di competere con i colossi asiatici che producono manufatti da esportare in evidente situazione di dumping sociale e fiscale. Adesso gli USA, che stanno pagando una disoccupazione crescente al 10%, ovvero a livelli mai visti prima, devono lottare contro il surplus spaventosio dell'Asia, della conlonizzazione capitalista delle loro imprese, comprate a suon di dollari "asiatici", adesso vorrebbero che le monete asiatiche fossero sopravvalutate, così da rendere il costo delle merci importate negli USA, più in linea con i costi di produzione statuintensi. Ma come ? Non erano gli USA i primi fautori del neoliberismo globalizzatore ? E adesso gli stessi USA chiedono ai paesi asiatici di amentare il valore della loro moneta ? Gli USA infatti sono stati vittima di ciò che essi stessi pensavano come un processo che andava solo a loro vantaggio. Ma pagare un operaio 100 euro al mese, potendolo di fatto sfruttare e facendolo lavorare come uno schiavo per 16 ore al giorno, evidentemente per i neo-liberisti americani, poteva essere solo un grosso vantaggio, che avrebbe portato solo denaro nelle loro casse di capitalisti globalizzatori. Ma un operaio, un uomo vale molto di più di tutta la super tecnologia posseduta dagli USA, in quanto probabilmente gli utopisti neo-liberisti avevano sottovalutato un fattore importantissimo: il valore dell'essere umano, che vale molto più di 1000 macchine e delle nostre super-tecnologie; tutto ciò in Asia lo sapevano bene, dal momento che producono manufatti a prezzi super competitivi, in regime di dumping sociale, pagando i loro operai con stipendi da fame, alla faccia delle nostre mega-aziende super tecnologiche.
Il vero errore è adesso non innalzare barriere doganali e protettive nei confronti dei prodotti lavorati che giungono dall'Asia. Vanno alzati i dazi su tutti quei prodotti lavorati e finiti, che vengono prodotti in Asia in regime di dumping sociale. Il dazio aggiuntivo dovrebbe andare in un fondo di solidarietà per i nostri lavoratori italiani, al fine di elaborare nuove strategie di tutela lavorativa e sindacale. E' giusto che i prodotti asiatici comincino a costare di più, al fine di aiutare le nostre economie.
Se io voglio produrre in Italie delle magliette, assumendo in regola 100 operai, è giusto che lo Stato mi metta in condizione di potere vendere i miei prodotti sul libero mercato comunitario, non subendo la concorrenza sleale dei produttori asiatici, che pagano un operaio 100 euro al mese. A me per assumere un operaio in regola, i 100 operai costano approssimativamente 200.000 euro al mese (compresi i contributi sociali e previdenziali), contro i 10.000 euro al mese che paga un'azienda asiatica. Per lo Stato la tutela del lavoro credo dovrebbe essere un obbligo, anche in funzione del fatto che lo Stato dovrebbe tutelare oltre al mio diritto di imprendere, anche il lavoro ed i diritti dei miei 100 operai regolarmente assunti. Se a me produrre magliette, con 100 operai mi costa 3 euro a meglietta (quando in Asia costa 0.5 euro a maglietta), allora lo Stato dovrebbe giustamente caricare in dogana di un dazio "socialmente compensativo" le magliette dei miei concorrenti asiatici, imponendo una nuova tipologia di dazio, cosiddetta di di "solidarietà sociale e previdenziale".
Chi sostiene che i prodotti finiti provenienti dall'Asia non debbano essere tassati alle dogane, non pensa ai diritti delle nostre industrie, dei nostri figli e de nostri lavoratori.
Un paese occidentale evoluto dal punto di vista sociale del lavoro, non può e non deve importare merce finita, lavorata in Asia secondo standard lavorativi non coerenti con le nostre politiche sociali. In Asia un lavoratore viene pagato circa 100 - 150 euro al mese, e non ha affatto tutti i diritti di cui godono i nostri lavoratori in Occidente. Quando le merci asiatiche, giungono sul mercato, danneggiano il mercato del lavoro, causando di fatto la chiusura di migliaia di aziende e la conseguente perdita di preziosissimi posti di lavoro. Ciò non è accettabile da un punto di vista sociale, e lo Stato democratico non può pendere dalle labbra degli utopici fautori del neo-liberismo più spinto, di fatto aprendo le frontiere ai prodotti asiatici a basso costo. Già in USA stanno iniziando a praticare dazi sulle importazioni dei manufatti asiatici. Sarebbe ora che anche l'Europa facesse la stessa cosa, imitando gli Stati Uniti, visto che tutto sommato noi siamo solo capaci di "copiare" le idee altrui, giuste o sbagliate che siano; almeno copiamo gli USA nelle cose giuste.
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