domenica 28 ottobre 2012

Come disabilitare (Metro) Modern UI su Windows8 e come riabilitare il tasto Start Classico

Salve mondo...

Premessa:
su un normale PC x86 con su installato Windows 8 e munito di tastiera e mouse, la nuova interfaccia Metro Modern UI (quella con i tasti enormi rettangolari) a mio parere è totalmente inutile, ed il computer è praticamente inutilizzabile per lavoro o per smanettamenti vari. Infatti, con la nuova interfaccia metro modern ui, su di un normale PC, munito di tastiera e mouse, è sconvolgente passare da una finestra ad un'altra, e praticamente impossibile lavorare con più finestre visibili contemporaneamente; inoltre i vari programmi con interfaccia metro modern ui, sono a tutto schermo e non è possibile metterli a icona).

Il nuovo Windows 8 pertanto, introduce due nuove tipologie di programmi per il nostro amato/odiato Windows di sempre:

- Windows Desktop
- Windows 8 App

Quando ci troveremo pertanto a scaricare un programma, converrà optare per la versione Windows Desktop.

Per continuare ad utilizzare con successo l'esperienza Windows Desktop di Windows 7, Vista, XP, Vi propongo due soluzioni, di cui la prima è la più efficace in assoluto:

Soluzione 1 (la reputo la migliore in assoluto):


Disponibile, un nuovo programma, che si chiama Ex7forW8 e che una volta installato su Windows8, permette all'utente di disabilitare o riabilitare a proprio piacimento l'interfaccia Metro di Windows8, e quindi di ritornare all'esperienza Desktop Windos7.


Scaricabile da qui http://tihiy.net/files/ex7forW8_1.0.zip (sito dello sviluppatore originale).
Per aggiornamenti, consultare il forum:

La procedura è semplicissima, e durante l'installazione verrà chiesto di inserire il DVD di Windows7 oppure di puntare ad una directory c:\windows dove è installato il Windows7. Sconsiglio la procedura ad utenti poco esperti, e in ogni caso non ci assumiamo alcuna responsabilità per eventuali danni al PC.

Ottimo programma, per gli amanti dell'esperienza Desktop Windows7 e che vogliono utilizzare Windows8



Soluzione 2 (la meno efficace):

eccovi due programmini utilissimi per fare definitivamente sparire la nuova interfaccia metro modern ui da Windows 8 e riabilitare quindi il Desktop Classico e per fare ricomparire il tasto Start Classico:

- Skip Metro Suite, di WinAero, scaricabile da qui
- Vistart, scaricabile da qui

Una volta scaricati sul vostro PC i due eseguibili, cominciamo ad installare Skip Metro Suite

Skip metro suite, una volta installato, si presenta così:


Basta selezionare tutte le opzioni, e premere Save Settings

Per quanto riguarda, invece Vistart, dopo avere lanciato l'eseguibile, premere NEXT


alla prima schermata premere  Accept,

mentre alle successive due schermare, consiglio di premere Decline



Fatto ciò, il vostro Windows8 sarà molto più simile a Windows7, e la schermata desktop classica partirà automaticamente all'avvio dell'utente.

Nel caso, dovesse per qualsiasi motivo, partire un programma con interfaccia Metro Modern UI, e si prende quindi tutto lo schermo, non entrate nel panico: basterà premere due volte il tasto Win, oppure se non funziona, premere il tasto Win + M

ed ecco rispuntare magicamente l'amato Desktop Classico

Buon divertimento con Windows8 Classic Desktop

Che il Modern UI se lo usino sui tablet ;)







lunedì 2 luglio 2012

Utilizzare iptables con modulo xt_limit ed xt_recent su Centos

Salve a tutti....

ieri ho fatto un po' di ricerche, e sto mettendo giu' due appunti...   ripeto si tratta di appunti...

volevo scrivere quindi un brevissimo appunto, su questi due utilissimi moduli per iptables (xt_limit ed xt_recent) che ci serivranno nel caso volessimo utilizzare iptables per bloccare attacchi del tipo DDOS

xt_recent   sostituisce ipt_recent
xt_limit sostituisce ipt_limit

su centos 6, i moduli si trovano su /sys/module/xt_recent e su /sys/module/xt_limit

per configurare xt_recent ed eliminare il limite di 20 hitcounts (che ci genererebbe degli errori all'avvio di iptables) andare su /sys/module/xt_recent/parameters/ip_pkt_list_tot  e cambiare il valore di default da 20 a 200 o piu'

dopo avere modificato il valore  ip_pkt_list_tot   ricaricare il moduli xt_recent con il comando:

modprobe xt_recent

Ecco un paio di comandi da inviare via prompt, per bloccare un attacco ddos al nostro sito web sulla porta 80, 21 e 22

iptables -I INPUT -p tcp --dport 80,21,22 -i eth0 -m state --state NEW -m recent \
  --set

iptables -I INPUT -p tcp --dport 80,21,22 -i eth0 -m state --state NEW -m recent \
  --update --seconds 60 --hitcount 50 -j DROP


iptables -I INPUT -p tcp --dport 80,21,22 -i eth0 -m state --state NEW -m recent \
  --update --seconds 600 --hitcount 150 -j DROP
 
 
dopo avere inviato i suddetti 3 comandi, dobbiamo salvare iptables,  con il comando:
 
iptables-save

e poi:
service iptables restart
 
Ripeto...   sono solo due appunti...   modificate i comandi inbase alle vostre esigenze, e 
documentatevi sui vari forum prima di eseguire questi comandi su un server in produzione 

 

lunedì 28 maggio 2012

Meglio tardi che mai

Pazzesco....

ci sono voluti 11 anni...   ripeto... 11 anni e milioni di disoccupati in tutta europa,  per fare capire ai nostri politici, che il libero mercato globalizzato è distruttivo per le aziende europee, nella competizione sblianciata, scorretta e persa in partenza contro le aziende asiatiche che esportano in regime di dumping, con monete sottovalutate e super finanziate da aiuti di stato.

L'antitrust europea, nel momento stesso in cui si è resa conto che in Europa le più grosse aziende di telecomunicazioni cominciavano a risentire negativamente della concorrenza distruttiva dei colossi asiatici, ha finalmente aperto un'inchiesta autonoma, in quanto, ahimé, sospettano che le piu' grosse aziende cinesi di telecomunicazioni, hanno ricevuto finanziamenti di stato (ma se ne accorgono dopo 10 anni ?? )

http://www.itespresso.it/huawei-e-zte-nel-mirino-dellantitrust-ue-65929.html

E siccome l'industria delle telecomunicazioni è considerata strategica, finalmente si sono svegliati dal lungo torpore dovuto alla sbornia post neo-liberista, in quanto stanno tremando al solo pensiero che tutte le telecomunicazioni in occidente prima o poi passerann attraverso apparati costruiti in Asia con tecnologie chiuse o proprietarie, nelle mani dei governi totalitari. Ciò in altri termini, significa che la gran parte se non tutte le telefonate e le connessioni dati presto o tardi saranno effettuate attraverso apparati asiatici i cui software saranno ovviamente chiusi e proprietari, nelle mani di entità straniere.

Ragazzi, ma che ci voleva la crisi economica, per usare un pizzico di ragione ? Il cervello, conveniva usarlo 11 anni fa, prima che milioni di lavoratori in Europa perdessero il posto di lavoro, quando i nostri politici improvvisamente impazziti, hanno accettato nel WTO uno dei più grossi paesi asiatici, senza mettere allo stesso tempo dazi compensativi anti dumping sociale, fiscale e monetario sui prodotti di largo consumo esportati da tali paesi (elettronica, oggettistica, abbigliamento, scarpe etc..)

Ma i nostri politici forse finalmente si sono svegliati di sobbalzo (ed era ora)...  Si sono accorti finalmente che gli asiatici, esportavano in regime di dumping, pure i pannelli solari. haha :D (guarda caso, un'altra induistria stategica quella dell'energia solare).

E adesso, solo dopo che al mondo sono rimaste di fatto una grossa azienda europea, ed una americana nella produzione di pannelli solari,  (in totale 2 aziende occidentali, contro altre 9 aziende asiatiche, di enormi proporzioni), mi vanno a mettere i dazi all'importi di pannelli solari...
http://www.greenstyle.it/pannelli-fotovoltaici-cinesi-dazi-anche-in-europa-9674.html

E che ci voleva la laurea in economia, per capirlo ?  Bastava evitare di cascare nella trappola messa su dai mega-capitalisti neo-liberisti, che hanno fatto di tutto per aprire il libero mercato con l'Asia 11 anni fa, e adesso, avremmo in occidente una forza produttiva, devastante, con ben piu' di due aziende produttrici di pannelli solari.

Adesso i mega-capitalisti neo-liberisti si stanno godendo (in Asia) i frutti dei loro enormi guadagni, dovuti ad investimenti massicci effettuati nei paesi che pagano la forza lavoro un decimo rispetto ai paesi occidentali. I loro enormi guadagni, per sono costati cari ai popoli europei, che stanno soffrendo disoccupazione e altri danni.

I mercati europei, sono invasi da prodotti asiatici a basso costo, esportati dall'Asia in regime di dumping totale (fiscale, sociale, finanziario, monetario etc..), usando manodopera a basso costo, le monete sottovalutate e gli aiuti di stato alle grosse aziende. Le nostre aziende migliori, nel frattempo o hanno chiuso i battenti, oppure hanno delocalizzato le produzioni più ad est, dove la manodopera costa meno. Tutto questo, nel totale disinteresse dei politici, che adesso raccolgono i frutti della loro dissennata semina (vedi la sconfitta delle più grosse formazioni politiche, che si è avuta nelle recenti elezioni amministrative 2012 in Italia).

Continuando di questo passo, in Europa, fra 10 anni avremo solo la cenere del nostro passato industriale glorioso.

Ma ancora forse siamo in tempo. Dazi, dazi ed ancora dazi. Questa e' l'unica soluzione, alla faccia dei neo liberisti, per salvare milioni di posti di lavoro, crearne di nuovi e per ridare ossigeno alla nostra tecnologia ed alla ricerca e sviluppo. In pochi anni, possiamo rialzarci dalle ceneri della nostra industria, e finalmente possiamo di nuovo attrarre i grossi capitali. Ovviamente, i dazi in importazione, vanno messi solo sui prodotti del manufatturiero, e non sulle materie prime o sui prodotti tipici asiatici (che qui in Europa noi ovviamente non produciamo).

Vedete, io posso aprire il libero mercato con USA, Canada, Nuova Zelanda, Australia, ovvero con paesi a mentalita' occidentale, che hanno salari sovrapponibili ai nostri ed un sistema sociale bene o male sovrapponibile e delle monete scambiate sul libero mercato. Ma non posso aprire il libero mercato di prodotti di largo consumo con l'Asia dove le industrie sono sovvenzionate dallo stato, dove i salari sono pagati un decimo di quelli occidentali e dove la moneta è palesemente tenuta sottovalutata con i cambi stabiliti giorno per giorno dai relativi governi guidati da partiti unici di stampo totalitario. In tal modo, ci facciamo solo del male.

Adesso forse l'hanno cominciato a capire, e di fronte ai grossi problemi che la disoccupazione sta portando, forse i politici super preparati in economia (solo sui libri pero'), hanno cominciato a fare retromarcia, e stanno finalmente iniziando ad affrontare il problema grave e serio della competizione sbilanciata della nostra industria con l'Asia.


domenica 27 maggio 2012

la crisi economica in Italia: un disastro annunciato

Da circa un'anno e mezzo, non ho più scritto sulla crisi economica che sta attanagliando l'occidente, e l'Italia in particolare. Ma davanti a tutte queste morti, e soprattutto suicidi di imprenditori, tartassati dalle varie agenzie di recupero crediti, anche istituzionali, e che decidono di compiere un gesto estremo, ho deciso di riprendere penna e calamaio, e scrivere qualcosa. Innanzitutto, devo fare i miei complimenti ai nostri governanti: stanno facendo tutto l'opposto di quello che dovrebbero fare.
In un momento di crisi come questo, per fare riprendere l'economia:
1) si dovrebbe ridurre la spesa pubblica, portandola a livelli accettabili, sopratutto eliminando gli sprechi nella pubblica amministrazione
2) si dovrebbe tutelare il made in Italy, evitando che le nostre migliori imprese ed i migliori marchi chiudano, o peggio finiscano in mani straniere, applicando dazi compensativi anti-dumbing alle frontiere europee sulle merci importate
3) le banche che sono state salvate dalle casse dello stato, dopo il crollo leyman brothers (facendo lievitare di non poco la spesa pubblica) dovrebbero aiutare l'economia reale, e sopratutto il manufatturiero, finanziando le imprese in difficoltà, principalmente quelle che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione, aiutandole ad uscire dal pantano della crisi
4) non si dovrebbero mettere nuove tasse, o perlomeno andrebbero tassati solo i grossi redditi, sopratutto quelli da capitale e da grossi immobili
5) ridurre l'iva ed i carburanti, per favorire la ripresa dell'economia
6) lotta senza quartiere all'evasione fiscale

Gli USA introducono i dazi sui pannelli fotovoltaici cinesi

E' di questi giorni, la notizia che gli USA hanno introdotto dazi dal fino a oltre il 200% sui pannelli fotovoltaici prodotti in Cina.

Sembra che la Cina, finanziasse le aziende produttrici cinesi, al punto tale che i pannelli solari arrivavano negli USA in pratica ad un prezzo inferiore di quello minimo di produzione, a danno delle imprese statunitensi produttrici di pannelli solari.

http://it.ibtimes.com/articles/29739/20120520/cina-fotovoltaico-dazio-doganale-obama-solare-mercato.htm

giovedì 12 gennaio 2012

impostare F-PROT come antivirus su hMailServer

hMailServer è uno dei migliori server mail free ed opensource esistenti.
Fra le varie possibilità, vi è pure lo scan antivirus dei messaggi.
Qualora volessimo usare l'antivirus F-PROT per Windows per controllare se i messaggi in arrivo presentino allegati infetti, ecco la stringa da inserire.

Nella scheda AntiVirus --> External Virus Scanner, abilitare "Use External Scanner" ed inserire nel rigo sottostante, esattamente la seguente stringa:

"C:\Program Files\FRISK Software\F-PROT Antivirus for Windows\fpscan.exe" "%FILE%" /heurlevel=2 /report /adware -v 0

in "Return Value" inserire  1

Ovviamente, verificare che sul vostro server, F-PROT sia installato su "C:\Program Files\FRISK Software\F-PROT Antivirus for Windows\  ed eventualmente apportate le opportuine correzioni

lunedì 2 gennaio 2012

Come far ripartire un iphone4 (con jailbreak) bloccato al logo mela

Salve a tutti...

oggi ho trovato in rete un metodo fantastico, per fare ripartire un iphone4 gia' jailbrekkato, che si dovesse bloccare all'avvio al logo della mela.

L'articolo originale l'ho pescato da qui:
http://jailbreakqa.com/questions/81113/iphone-4-on-433-stuck-on-boot-logo-after-cydia-today-update

Riassumendo:

1) scaricare redsnow da qui http://blog.iphone-dev.org/post/14857834236/untethered-holidays
2) lanciarlo, e mettere l'iphone bloccato in DFU
3) scegliere INSTALL CYDIA, e poi deselezionare tutto, e mettere la spunta solo su "Install Custom Bundle"
4) scegliere questo file tar, cb-399x-1.tgz, scaricato da qui: http://cache.saurik.com/jailbreakqa/cb-399x-1.tgz
5) procedere...

In pratica, verra' sostituito il file /etc/launchd.conf  originario, con un file vuoto, e verranno quindi levati dall'avvio quei programmi che ci bloccavano l'iphone in fase di boot

That's all folks ;)

giovedì 6 ottobre 2011

Onori a Steve Jobs - 1955 / 2011

Popolo della rete; internauti; programmatori; tecnici elettronici / informatici, fermiamoci 1 minuto a porgere gli onori a Steve Jobs, che ci ha lasciato in eredità i "giocattoli" elettronici e tecnologici più belli e più performanti che un comune mortale abbia mai potuto possedere, toccare ed utilizzare.

Steve Jobs
1955 - 2011
R.I.P

foto della home page del sito apple, in data 06/10/2011 (scattata da iphone)

mercoledì 14 settembre 2011

Windows 8 da scaricare (download iso)

Salve a tutti...  un messaggio al volo...

ecco un link ufficiale microsoft, da dove scaricare la iso di windows 8:

http://msdn.microsoft.com/en-us/windows/apps/br229516

Si tratta della "developer preview". Quindi non si puo' aggiornare da windows 7; installatelo pertanto solo su macchie di prova.

domenica 24 luglio 2011

Guida: come fare il downgrade del firmware iPhone4 da 4.3.4/4.3.5 a 4.3.3

Premessa importante:

Per prima cosa, è necessario che abbiate in precedenza salvato il vostro ECID SHSH relativo alla versione 4.3.3

Se non avete salvato in locale sul vostro PC, o sui server di Saurik, mediante Cydia, il vostro ecid shsh relativo al firmware 4.3.3 non potete procedere nel downgrade.

Per chi non ancora non lo sapesse, esistono due modi fondamentalmente per salvare l'ECID SHSH del proprio IPHONE 4.3.3:

TinyUmbrella (salva l'ecid shsh interrogando il server di apple; è in grado quindi di salvare l'ecid shsh relativo all'ultima versione disponibile da parte di apple (nel momento in cui vi scrivo, siamo alla 4.3.5), in quanto i server di apple firmano soltanto l'ultima versione di firmware);
iFaith (ifaith salva gli shsh blobs dumpandoli direttamente dalla memoria interna dell'iphone; quindi non interroga alcun server e salva il blob shsh relativo alla versione attuale del vostro iphone4; per esempio, se sul vostro iphone avere firmware 4.3.1 iFaith salverà l'ECID SHSH relativo alla versione 4.3.1)

Se avete fatto il jailbreak al vostro dispositivo, è probabile che cydia in automatico abbia gia' salvato il vostro ECID SHSH relativo all'ultima versione firmabile da apple nel momento ni cui avete instalalto cydia. Verificate tramite TinyUmbrella, che sui server di Cydia sia presente il vostro prezioso blob shsh. Quindi se avete il vostro ecid shsh relativo alla versione 4.3.3 proseguite avanti.

Vi posto fondamentalmente, due metodi da me provati entrambi con successo, per fare il downgrade; ribadisco che i metodi qui elencati, sono stati da me testati con successo; il metodo da me suggerito, si basa sull'utilizzo di rinomati tools di famosi coders; chi effettua il downgrade, lo fa a proprio rischio e pericolo, assumendosi tutte le responsabilità del caso (invalidazioni garanzie o altro).

PRIMO METODO (anche se è uno di quelli più consigliati in rete, non lo consigliato, in quanto macchinoso e crea problemi con la baseband del modem)

Aprire tinyumbrella, e lanciare il server TSS (prima chiudete skype se lo avete aperto). Non chiudete tinyumbrella, ed andate avanti nella guida

Fatto cio', ponete il vostro iphone 4 v4.3.4 in modalita' DFU: collegate il vostro iphone al PC, e spegnetelo; poi premete contemporaneamente i tasti sleep e home, per 10 secondi, e poi tenendo premuto il tasto home, lasciate il tasto sleep, e lasciate premuto home per altri 15 secondi.

A questo punto, aprite itunes, e premento il tasto SHIFT (quello con la freccia grande verso l'alto, sopra Ctrl) selezionate ripristina; scegliete il file iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw. Fate lavorare itunes, fino a che termina... con un errore 1013. A questo punto, sul vostro iphone compare un cavo USB e il logo itunes..  il telefono è in modalità ripristino; lasciatelo cosi', anche perchè è impossibile farlo uscire da tale modalità, e proseguite nella guida...

Premete contemporanemente home e sleep per circa 10 secondi; poi rilasciare solo il tasto sleep, fino a che lo schermo resta del tutto nero (fate entrare iphone in modalità DFU, con schermo nero).

A questo punto, aprite redsn0w, e caricate il file iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw
andate avanti...   partira' il jailbreak, durerà parecchio tempo, più del normale, e la schermata finale dell'ananas rimarrà bloccata per parecchi minuti..  (avete tranquillamente il tempo di prendervi un caffè e fumarvi una sigaretta). Terminato il jailbreak, il telefono si spegne del tutto. Riaccendetelo, e comparira' di nuovo il cavo USB e il logo itunes (modalità ripristino). Ma state tranquilli, è quasi fatta. A questo punto, per uscire dalla modalità ripristino, mediante tinyumbrella, premere il tasto exit recovery, dopo avere selezionato sulla sinistra l'iphone.

Riaccendere l'iphone, e avrete nuovamente v4.3.3 con cydia ;)   Non dimenticare di applicare il PDF Patcher v2 di Comex

Ho notato, un paio di insignificanti effetti collaterali:

1) Se doveste avere problemi di notifiche PUSH , dopo il downgrade, acquistate un certificato su http://pushfix.info/purchase    inserite in fondo alla pagina il numero IMEI del vostro iphone, e poi premete paypal al costo di 5.99 dollari usa.  Infine, scaricate pushfix v2 da cydia (repo http://cydia.pushfix.info)

2) Un'altra cosa che ho notato sul mio iphone downgradato..  stranamente non mi fa visualizzare l'APN della TIM..  Ho risolto andando su www.unlockit.co.nz e installando un profilo di rete personalizzato.

SECONDO METODO (consigliato in quanto a me personalmente, tutto è filato liscio come l'olio)


Aprire tinyumbrella, e lanciare il server TSS (prima chiudete skype se lo avete aperto). Non chiudete tinyumbrella, ed andate avanti nella guida

Create mediante sn0wbreeze una copia custom del firmware iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw

lanciato sn0wbreeze, superate le prime due schermate introduttive, cliccate su browse e selezionate iPhone3,1_4.3.3_8J2_Restore.ipsw; una volta che il programma ha correttamente identificato la versione del firmware, vi compare una schermata, con tre opzioni:
- baseband preservation mode
- simple mode
- expert mode

La prima opzione, baseband pres. mode, serve a creare un file di restore, senza l'aggiornamento della baseband del modem. Cio' evita l'errore 1013 alla fine del ripristino di itunes ed al termine avrete un iphone originale, senza jailbreak.

La seconda opzione, simple mode, creerà un firmware già jailbrekkato. Cio' evita l'errore 1013 alla fine del ripristino di itunes ed al termine avrete un iphone con jailbreak.

La terza opzione è solo per esperti, e la sconsiglio.

Dopo che avrete creato il custom firmware, sn0wbreeze vi salva il file sn0wbreeze_iPhone 4-4.3.3.ipsw sul Desktop di windows, e subito dopo vi guida vi guida nel porre l'iPhone4 in modalità pwned DFU, per il corretto ripristino.

Una volta posto l'iPhone in modalità PWNED DFU, aprite itunes, e premento il tasto SHIFT (quello con la freccia grande verso l'alto, sopra Ctrl) selezionate ripristina; scegliete sul desktop il file appena creato da sn0wbreeze, ovvero sn0wbreeze_iPhone 4-4.3.3.ipsw . Fate lavorare itunes, fino a che termina...

Buon Downgrade ;)

giovedì 28 aprile 2011

Symbian OS. Uno dei migliori sistemi operativi mai realizzato su un dispositivo mobile

Sono molti a livello mondiale, i fan del sistema operativo per dispositivi mobili, Symbian OS, che equipaggia la buona parte dei migliori dispositivi della casa finlandese.

Sono passati ancora pochi mesi, da quando Nokia era leader a livello mondiale di vendite, con i suoi dispositivi basati su S40, Symbian e Maemo. Ma si sa, le cose cambiano, e l'avvento del sistema operativo Android, ha cambiato le carte in tavola. Ora a giocare la partita, si sono aggiunti nuovi giocatori, al tavolo dei leader mondiali di vendite di telefonini.

Nokia, visto il calo di vendite, con la conseguente perdita di una certa fetta di mercato, ultimamente, sembra intenzionata a mettere in discussione almeno in parte lo sviluppo e l'evoluzione di questo sistema operativo che ha creato la gloria della casa finlandese.

Un recente accordo con Microsoft, pare portare la casa finlandese verso la direzione di una produzione in serie di telefonini basati sul sistema operativo Windows Mobile.

Eppure, con il rilascio di Symbian ^3 ed il recentissimo Symbian Anna, sembrava che Nokia stesse finalmente riprendendo la giusta direzione per combattere con nuove e più potenti armi, l'armata dei telefonini Android. Si tratta infatti, parlando di Symbian ^3 e di Symbian Anna, di nuovi sistemi operativi, molto più performanti, e installati su dispositivi di alto livello come Nokia N8 e Nokia E7.

Provare e tenere in mano uno di questi dispositivi, per chi ha avuto in mano un telefonino basato su Android, fa capire come effettivamente la casa finlandese sia orientata nelle direzione giusta, con i nuovi dispositivi basati su Symbian. Una qualità eccezionale, una stabilità e fluidità del nuovo sistema operativo Symbian, fanno deporre per una nuova battaglia, in casa Nokia, che si consumerà fra i nuovi dispositivi ad uscire basati su Windows Mobile, ed i nuovi modelli basati sul nuovo seppur dal passato glorioso, Symbian ^3 e Symbian Anna.

Vedremo. Intanto, mentre si aspettano i nuovi Nokia basati su Windows Mobile, godiamoci questi meravigliosi dispositivi basati sull'ormai solido Symbian ^3 e Symbian Anna.

venerdì 27 agosto 2010

Globalizzazione e diritti dei lavoratori

Era inevitabile. Dopo aver fatto entrare nel WTO (World Trade Organization) alcuni paesi asiatici del terzo mondo (dove i diritti dei lavoratori sono di gran lunga inferiori a quelli dei lavoratori occidentali), i diritti dei lavoratori in Europa ed in Occidente in genere, cominciano ad essere messi in discussione. Secondo alcuni neo-liberisti (a torto) i nostri lavoratori hanno troppi diritti e sono pagati troppo; secondo loro ciò sarebbe sbagliato in una economia globalizzata.

Io invece penso che sia stato sbagliato fare entrare i grossi paesi asiatici nel WTO, in quanto il loro ingresso ha di fatto destabilizzato l'area sociale dei diritti dei lavoratori nei nostri paesi, di fatto creando milioni di disoccupati, cassaintegrati e precari. O perlomeno, è stato sbagliato il modo in cui hanno fatto entrare nel WTO questi paesi asiatici. Se ad esempio, i paesi del terzo mondo avessero avuto la possibilità di esportare liberamente solo materie prime, manufatti tipici locali, potendo importare liberamente allo stesso tempo prodotti tecnologici occidentali e manufatti occidentali, lo scambio commerciale sarebbe stato forse un tantino più equo e vantaggioso per entrambi. Infatti, l'Occidente non ha molte materie prime a disposizione, e pertanto avrebbe tratto grosso vantaggio dall'importare materie prime a prezzi competitivi. Ma la globalizzazione, così come è stata interpretata e gestita dagli utopici pensatori fautori del neo-liberismo (applicata indiscriminatamente a tutte le merci, compresi i prodotti tipici del manufatturiero), ha portato solo morte e distruzione in Occidente, non dando di fatto alcun vantaggio competitivo alle nostre imprese ed ai nostri lavoratori. Infatti, la globalizzazione neo-liberista e le ditte asiatiche, hanno tolto lavoro ed ordini alle piccole, alle medie ed alle grosse industrie, causando di fatto licenziamenti e cassaintegrazione per milioni di operai.

http://www.portalecnel.it/Portale%5CRassegnaStampaWeb.nsf/0/C12575C30045F725C12577370022357A/$FILE/054-S0UL8.pdf

Figuratevi, che adesso noi non siamo più nemmeno bravi a produrre le caffettiere. In Asie le producono a 2-3 euro cadauna e le caffettiere asiatiche sono ormai negli scaffali di tutto il mondo ed hanno sostituito di fatto le caffettiere italiane. Da noi, con il costo del lavoro che abbiamo (possibilmente ancora insufficiente, ma di certo frutto di anni di giustissime lotte operaie) una caffettiera costa alla produzione 5 euro. Ma i 2 euro in più che costa unacaffettiera italiana, a chi vanno ?  Semplice, con i 2 euro in più a caffettiera, si ci pagano i nostri operai, i loro diritti e le loro pensioni future. Questi "2 euro in più a caffettiera", sono probabilmente il minimo prezzo da pagare per manterene da noi in Occidente l'occupazione, la giustizia sociale, la pace sociale fra le classi, evitando le lotte fratricide e le bidonvilles e le banlieus alle periferie delle città. Chi sostiene (a torto) che sia giusto importare le caffettiere dall'Asia, io rispondo che se fossero caricate di un dazio di 2-3 euro a caffettiera, la cosa sarebbe tutto sommato accettabile. La libera concorrenza nel mercato porta tutto sommato buoni frutti, ma a patto che non venga messa a repentaglio la stabilità sociale ed i diritti dei nostri lavoratori.


L'ostinarsi a non volere mettere dazi sui manufatti asiatici, prodotti in condizione di evidente DUMPING SOCIALE E FISCALE, è solo pericoloso e deleterio per tutti noi.

Persino i super libertari Stati Uniti, che tanto hanno fatto nei decenni scorsi per promuvere la globalizzazione neo-liberista (di fatto riuscendoci), oggi sono in una situazione di evidente "imbarazzo", essendo ormai le loro imprese non più in grado di competere con i colossi asiatici che producono manufatti da esportare in evidente situazione di dumping sociale e fiscale. Adesso gli USA, che stanno pagando una disoccupazione crescente al 10%, ovvero a livelli mai visti prima, devono lottare contro il surplus spaventosio dell'Asia, della conlonizzazione capitalista delle loro imprese, comprate a suon di dollari "asiatici", adesso vorrebbero che le monete asiatiche fossero sopravvalutate, così da rendere il costo delle merci importate negli USA, più in linea con i costi di produzione statuintensi. Ma come ? Non erano gli USA i primi fautori del neoliberismo globalizzatore ? E adesso gli stessi USA chiedono ai paesi asiatici di amentare il valore della loro moneta ? Gli USA infatti sono stati vittima di ciò che essi stessi pensavano come un processo che andava solo a loro vantaggio. Ma pagare un operaio 100 euro al mese, potendolo di fatto sfruttare e facendolo lavorare come uno schiavo per 16 ore al giorno, evidentemente per i neo-liberisti americani, poteva essere solo un grosso vantaggio, che avrebbe portato solo denaro nelle loro casse di capitalisti globalizzatori. Ma un operaio, un uomo vale molto di più di tutta la super tecnologia posseduta dagli USA, in quanto probabilmente gli utopisti neo-liberisti avevano sottovalutato un fattore importantissimo: il valore dell'essere umano, che vale molto più di 1000 macchine e delle nostre super-tecnologie; tutto ciò in Asia lo sapevano bene, dal momento che producono manufatti a prezzi super competitivi, in regime di dumping sociale,  pagando i loro operai con stipendi da fame, alla faccia delle nostre mega-aziende super tecnologiche.

Il vero errore è adesso non innalzare barriere doganali e protettive nei confronti dei prodotti lavorati che giungono dall'Asia. Vanno alzati i dazi su tutti quei prodotti lavorati e finiti, che vengono prodotti in Asia in regime di dumping sociale. Il dazio aggiuntivo dovrebbe andare in un fondo di solidarietà per i nostri lavoratori italiani, al fine di elaborare nuove strategie di tutela lavorativa e sindacale. E' giusto che i prodotti asiatici comincino a costare di più, al fine di aiutare le nostre economie.

Se io voglio produrre in Italie delle magliette, assumendo in regola 100 operai, è giusto che lo Stato mi metta in condizione di potere vendere i miei prodotti sul libero mercato comunitario, non subendo la concorrenza sleale dei produttori asiatici, che pagano un operaio 100 euro al mese. A me per assumere un operaio in regola, i 100 operai costano approssimativamente 200.000 euro al mese (compresi i contributi sociali e previdenziali), contro i 10.000 euro al mese che paga un'azienda asiatica. Per lo Stato la tutela del lavoro credo dovrebbe essere un obbligo, anche in funzione del fatto che lo Stato dovrebbe tutelare oltre al mio diritto di imprendere, anche il lavoro ed i diritti dei miei 100 operai regolarmente assunti. Se a me produrre magliette, con 100 operai mi costa 3 euro a meglietta (quando in Asia costa 0.5 euro a maglietta), allora lo Stato dovrebbe giustamente caricare in dogana di un dazio "socialmente compensativo" le magliette dei miei concorrenti asiatici, imponendo una nuova tipologia di dazio, cosiddetta di di "solidarietà sociale e previdenziale".

Chi sostiene che i prodotti finiti provenienti dall'Asia non debbano essere tassati alle dogane, non pensa ai diritti delle nostre industrie, dei nostri figli e de nostri lavoratori.

Un paese occidentale evoluto dal punto di vista sociale del lavoro, non può e non deve importare merce finita, lavorata in Asia secondo standard lavorativi non coerenti con le nostre politiche sociali. In Asia un lavoratore viene pagato circa 100 - 150 euro al mese, e non ha affatto tutti i diritti di cui godono i nostri lavoratori in Occidente. Quando le merci asiatiche, giungono sul mercato, danneggiano il mercato del lavoro, causando di fatto la chiusura di migliaia di aziende e la conseguente perdita di preziosissimi posti di lavoro. Ciò non è accettabile da un punto di vista sociale, e lo Stato democratico non può pendere dalle labbra degli utopici fautori del neo-liberismo più spinto, di fatto aprendo le frontiere ai prodotti asiatici a basso costo. Già in USA stanno iniziando a praticare dazi sulle importazioni dei manufatti asiatici. Sarebbe ora che anche l'Europa facesse la stessa cosa, imitando gli Stati Uniti, visto che tutto sommato noi siamo solo capaci di "copiare" le idee altrui, giuste o sbagliate che siano; almeno copiamo gli USA nelle cose giuste.

venerdì 20 agosto 2010

Puntatori laser illegali

Salve Mondo.

3 Anni fa, esattamente nel mese di Agosto del 2007, scrissi un articolo relativo ad un nuovo fenomeno all'epoca del tutto nuovo, ma che si cominciava a presentare in tutta la sua potenziale pericolosità: la commercializzazione indisturbata di PUNTATORI LASER ILLEGALI, nelle bancarelle delle fiere di paese, articolo che si può raggiungere al seguente link: http://tekhnologhia.blogspot.com/2007/08/puntatori-laser-fuorilegge.html

Da allora ad oggi, le autorità hanno fatto migliaia e migliaia di sequestri di puntatori laser in tutta Europa (clicca qui), ma il fenomeno, nonostante la stretta repressiva delle autorità, fatica a ridursi, e ancora oggi possiamo leggere nelle cronache di  bambini ed adulti che indisturbati puntano tali raggi di luce intensissima e dannosissima verso animali, persone, veicoli, etc...

Innanzitutto vediamo come mai i puntatori laser superiori a 1 mW sono illegali, ed a quali sanzioni va incontro chi li produce, importa, commercializza o acquista. Premettiamo che i diodi laser di potenza fino ad 1 mW rientrano in classe 1 e 2 secondo la classificazione in base alla norma CEI  60825. I laser di potenza superiore ad 1 mW appartengono alla classe 3 e superiori, e sono illegali se venduti al pubblico sotto forma di puntatori o penne laser. Le norme CEI sono acquistabili presso http://www.ceiuni.it/

1) I diodi laser, montati sotto forma di "puntatori laser", ovvero oggetti maneggevoli a forma di penna, che emettono luce laser senza apposite schermature e protezioni, non possono essere prodotti, importati o venduti se superano 1 mW di potenza (sono consentite le classi 1 e 2). In pratica, il D.P.R. 459 del 1996, art. 2 comma1, Allegato A,  ne regolamenta la produzione, impedendo di fatto la produzione di "penne laser" o "puntatori laser" con potenza superiore ad 1 mW

2) I "puntatori laser" sopra 1 mW non sono conformi alla norma CEI EN 60825 e quindi non possono essere marchiati CE (Direttiva 2004/108/CE, recepita in Italia con il Decreto Legge n°197 del 9/11/2007). Se non sono marchiati CE non possono essere commercializzati. Chi li vende rischia il sequestro (oltre alla violazione del codice penale, vedi punto 4) e chi li acquista, rischia una sanzione amministrativa oltre al sequesto e la distruzione dell'oggetto.

3) I puntatori laser sopra 1 mW sono dei prodotti pericolosi, in base al Codice del consumo, Dlgs 206/2005, art 102 e successivi e in quanto tali vanno sequestrati e distrutti. Inoltre, anche qualora fossero di potenza inferiore a 1 mW (e quindi rientranti in classe 1 e 2) devono essere accompagnati da chiare istruzioni in italiano e da avvertenze circa la pericolosità dell'oggetto, in base all'Art. 9

4) I puntatori laser sopra 1 mW (con la sola esclusione di quelli chiaramente destinati a uso medico-scientifico) per chi li vende, fanno violare il codice penale. L'art. 650 del c.p.p., che viene contestato a chi importa, produce o commercializza puntatori laser di classe uguale o superiore a 3, per l'inosservanza dell'Ordinanza del ministero della salute 16 luglio 1998 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del 20-07-1998. Il prodotto illegale, altresì, è soggetto a sequestro e successiva distruzione per via della pericolosità per la salute umana.
Circa il punto 4 va fatta una nota. Il Ministero della salute, nella sua ordinanza 16 luglio 1998, ha voluto evidenziare come i puntatori laser destinati ad uso medico-scientifico siano esclusi dagli effetti dell'ordinanza. Alcuni venditori, hanno pensato bene di appellarsi all'improbabile finalità scientifica di puntatori e penne laser di provenienza asiatica con potenza superiore ad 1mW per tentare di venderli liberamente come puntatori laser per uso "astronomico". Faccio notare, che in base alla norma CEI EN 60825 non è consentito in alcun caso produrre o importare "puntatori laser" o "penne laser" che possano danneggiare la vista durante il loro utilizzo (quindi superiori ad 1 mW). Quindi i puntatori laser superiori a 1 mW, per finalità diverse da quelle in campo medico-scientifico, non possono ottenere in alcun caso la certificazione CE e come tali non sono quindi commercializzabili. Inoltre, puntatori laser superiori ad 1 mW violano palesemente il D.P.R. 459 del 1996, art. 2 comma1, Allegato A. Come se non bastasse, puntare verso il cielo un laser di potenza superiore ad 1 mW potrebbe trasformarsi in attentato alla sicurezza del trasporto aereo, violando l'articolo 432 del codice penale. Quindi è evidente che nell'ordinanza del Ministero della Salute, nel 1998 si faceva riferimento a puntatori laser superiori ad 1 mW di potenza, destinati "esclusivamente" a finalità medico-scientifiche, e quindi incorporati in apparecchiature e dispositivi medici, per sole finalità terapeutiche e di ricerca scientifica, che in ogni caso per essere commercializzati oggi necessitano di marchio CE apposito (certificazione di conformità CE specifica per apparecchiature mediche). Un dispositivo medico-scientifico per uso sperimentale da laboratorio, richiede quindi una certificazione CE apposita, oltre alla rispondenza a tutta una serie di normative di sicurezza, che una penna-puntatore laser proveniente dall'Asia non potrà mai avere. Nessuna norma armonizzata CE, oggi consente la certificazione di un puntatore laser superiore ad 1 mW per uso astronomico.


Ma analizziamo dove si possono reperire tali oggetti illegali. Purtroppo il grosso della produzione mondiale di tali oggetti illegali, avviene indisturbato in Asia. Per qualche ignoto motivo, alcuni grossi paesi asiatici, nonostante facciano parte del WTO (World Trade Organization), consentono la produzione e l'esportazione dal loro territorio di "puntatori laser" con potenze sopra 1 mW e 5mW, nonostante essi siano oggetti la cui produzione è notoriamente vietata in gran parte del mondo. Da li, quindi, ogni giorno, superando con trucchi e raggiri le barriere ed i controlli doganali, entrano in Europa ed in Italia, "puntatori laser", importati in barba alla direttiva sicurezza macchine, alla direttiva sulla compatibilità elettromagnetica ed all'ordinanza del Ministero della Salute e quindi in violazione del codice penale.

Ma come fanno a comprare tali oggetti, se il commercio ed il possesso sono illegali? Molti venditori ambulanti abusivi, prevalentemente extracomunitari, vendono ormai "sotto banco" tali "armi ottiche". Non li espongono più come facevano anni fa in bella mostra sulle loro bancarelle (troppo spesso abusive) ma li nascondono nei loro borsoni, e li vendono su specifica richiesta;
altro canale illegale di approvvigionamento, sono i siti di aste online. Sui grossi portali di aste online, si vendono indisturbati puntatori laser illegali. Gli inserzionisti, apparentemente scrivono che sono conformi, da 1 mW ma nei fatti sono laser verdi ad alta potenza.
E per ultimo, ma non meno importante, è l'acquisto diretto tramite internet, sui siti dei fornitori asiatici. Dall'Asia si vendono indisturbati "armi ottiche" di elevata potenza, che passano indisturbate le frontiere, probabilmente all'interno di piccole buste e lettere, che esternamente sono molto discrete, e non riportano la natura del contenuto.
Le dogane purtroppo non riescono a controllare tutta la corrispondenza in arrivo dall'estero, in quanto al momento non sono in grado di controllare una tale mole di lettere provenienti dall'estero.

In ogni caso urgono misure urgenti e straordinarie sia a livello di WTO (World Trade Organization) per vietare la produzione e l'esportazione di puntatori laser ed "armi ottiche" oltre che nei paesi Occidentali, pure nei paesi Asiatici aderenti al WTO, che a livello di Agenzia delle Dogane per potenziare i controlli sulle merci e le lettere in transito presso i confini italiani ed europei.

Intanto negli Stati Uniti, alcune municipalità corrono ai ripari, emettendo proprie ordinanze, che prevedono il carcere (90 giorni) per chi fa uso improprio di puntatori laser, e una multa fino a 1000 dollari
Link alla legge: http://oceancitymd.gov/2010-25.pdf
Fonte: http://americancityandcounty.com/pubsafe/laser-pointers-restrictions-20100818/

giovedì 5 agosto 2010

Impostare suexec su WHM per ottimizzare joomla

Spesso capita, che su un sever linux con WHM (Web Host manager) Cpanel, capiti la necessità di ottimizzare Joomla, al fine di evitare che i file caricati dagli script php di Joomla abbiano propetarioe gruppo nobody:nobody

Ecco le impostazioni da fare, affinchè Joomla lavori e carichi gli script a nome dell'utente proprietario dello spazio web.

In pratica, da Service Configuration, si clicca su Configure PHP and SuExec, impostando il tutto nel seguente modo:
php 5 handler    cgi
php 4 handler     none
Default PHP version    5
Apache suEXEC      on


lunedì 26 luglio 2010

Ma dove ci sta portando sta Globalizzazione neoliberista?

Nel 2001, all'ingresso della Cina nel WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), in Occidente questo evento veniva salutato da uno stuolo di economisti, professori e utopisti illuminati, come l'inizio di una nuova era di prosperità e benessere per tutto il Mondo.

Molti di questi professori ed economisti vari, dimenticavano come gli esperimenti neoliberisti in passato, applicati su scala nazionale (vedi Cile), avessero solo portato a catastrofi nell'economia di quei paesi che avevano rinunciato ad una sana tutela e protezione delle produzioni nazionali.

Maurice Allais, Nobel francese per l'economia aveva previsto la grande crisi del 2008-2009 con anni di largo anticipo, studiando semplicemente i deleteri effetti dell'economia globalizzata, applicata alle economie occidentali.

Degno di attenzione e di nota, anche il movimento no-global che negli anni passati ha sottolineato con forza e con manifestazioni (condivisibili nelle intenzioni, ma discutibili per la troppa frequente infiltrazione di gruppi violenti) l'assurdità della globalizzazione neo-liberista.

In pratica, molti economisti neo-liberisti dei paesi Occidentali, erano convinti che potessimo vivere chiudendo le fabbriche, delegando il manufatturiero in Asia, dedicandoci solo ed esclusivamente alla finanza creativa ed alla ricerca e sviluppo. La finanza creativa è crollata miseramente e la ricerca e sviluppo ormai le fanno in asia, assieme al 99% dei prodotti che consumiamo. A noi restano milioni e milioni di disoccupati, e macerie dell'era industriale da spazzare via.

A questo punto, la crisi c'è stata nonostante si sarebbe potuta sia prevedere che evitare ed a fatica le economie occidentali cercano di riprendersi dalla devastazione completa portata dalla crisi globalizzatrice.

Infatti, nelle previsioni dei professori neo-liberisti, la Cina, mano a mano che si sviluppava, si sarebbe dovuta mettere a consumare agli stessi ritmi dei paesi occidentali, e così USA ed Europa avrebbero iniziato a produrre beni di alta tecnologia da vendere ai paesi asiatici in via di sviluppo. Ma qualcosa è andato storto, e i cinesi invece di consumare si sono messi a risparmiare come nessun altro paese al mondo. Così la Cina ha delle riserve di valuta enormi, e ha creato dei fondi sovrani con i quali sta comprando azioni e partecipazioni di industrie in mezzo mondo, senza però dare lavoro al di fuori dei confini cinesi.

Chi sta pagando per l'incapacità di prevedere una tale crisi ?  Gli operai.
Le piccole fabbriche, in Occidente chiudono senza sosta, incapaci di reggere la concorrenza sleale delle fabbriche asiatiche. Le grosse fabbriche, trasferiscono le produzioni in Europa dell'est, ed al di fuori della Comunità Europea per risparmiare sui salari degli operai.

Ma se gli operai li stanno licenziando, vorrei sapere chi comprerà sti prodotti fatti in Asia o nei paesi dell'est, in regime di dumping sociale e fiscale.

Questa tendenza di spostare le produzioni ad est deve finire.

I nostri governi devono iniziare ad attuare forti politiche protezionistiche alle frontiere e nelle dogane, al fine di tutelare il lavoro di milioni di operai occidentali contro l'invasione di merci scadenti ed a basso costo dai paesi asiatici, merci prodotte in regimi di dumping sociale e fiscale. Le dogane dovrebbero iniziare ad applicare seri dazi anti-dumping, che prevedano delle quote aggiuntive e specifiche ai fini della tutela del lavoro, della previdenza e del diritto alla salute degli operai delle fabbriche occidentali.

Ogni prodotto  a basso costo proveniente dall'Asia che entra in Italia, è una mina vagante che minaccia il lavoro dei nostri operai, delle loro famiglie, delle nostre conquiste sociali, previdenziali e del nostro stile di vita in genere. E' giusto che tali prodotti a basso costo che raggiungono le nostre dogane, siano tassati per una quota aggiuntiva, quota che compete alla protezione della nostra industria nazionale, facendo arrivare tali risorse economiche provenienti da tali dazi aggiuntivi, in casse speciali dedicate alla tutela del lavoro in Occidente.

A tal fine, si auspica una riforma serie ed urgente delle istituzioni europee anti-dumping, al fine di accelerare al massimo l'iter delle pratiche anti-dumping e di dare alle istituzioni coinvolte nelle procedure anti-dumping, maggiori poteri per la tutela dei sistemi sociali, previdenziali e produttivi europei.


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Quando fini' la crescita

mercoledì 9 giugno 2010

Presentato il nuovo iPhone 4G

Salve Mondo.

E' stato presentato a San Francisco, il nuovo gioiellino super tecnologico della Apple, l'iPhone 4G.

Fra le novità più importanti rispetto ai modelli 3G, il 4G ha uno schermo con definizione aumentata (960x640 pixels, ovvero 0,6 mega Pix), fotocamera digitale da 5 Megapixels, con autofocus e zoom digitale da 5x, sensibilità sui movimenti su 6 assi.

Negli Stati Uniti la commecializzazione comincia il 24 Giugno, ed i prezzi oscilleranno da 199 dollari per la versione 16GB a 299 dollari per la versione 32GB.

In Italia, il nuovo gioiellino mega tecnologico, arriverà a Luglio. Lo aspettiamo con ansia, e non vediamo l'ora di provarlo e di avere questo gioiellino fra le mani.

martedì 8 giugno 2010

Come creare un cellulare spia

Salve mondo,

Nei giorni passati, avevamo già affrontato un argomento similare, nel seguente articolo:

Tecnologie per la sicurezza e la localizzazione dei telefoni cellulari.


Eccovi adesso una breve guida pratica, passo passo, su come creare un cellulare spia, che potrà essere controllato da distanza illimitata, mediante rete GSM oppure mediante Internet, via e-mail. Premetto che il software spia, va installato solo nel pieno rispetto della legge. Non installatelo su cellulari che non vi appartengono, in quanto si potrebbe violare la legge, se non si ha il consenso informato del proprietario del telefono.

Per prima cosa, ci servirà acquistare un software spyphone per cellulari spia. Tra i molti siti che offrono software spia per cellulari, Gsminfo mi è sembrato uno dei più affidabili in quanto a qualità di prodotto, assistenza e disponibilità del supporto tecnico sia online che telefonico. Rispondono molto rapidamente alle domande, e hanno un'ottima assistenza post-vendita.

Una volta acquistato il software adatto alle nostre esigenze (io personalmente ho installato sul mio Nokia E66 la Versione eMail PLUS ), l'installazione del file sul telefono può avvenire mediante cavo USB, mediante bluetooth o mediante micro SD. Gsminfo spedisce una microSD per semplificare al massimo l'installazione da parte dell'acquirente.

Una volta installato, il software andrà configurato. La configurazione avviene facilmente mediante un menu riservato, grazie al quale si potranno configurare tutte le funzioni che ci interessano. Parte della configurazione, può essere fatta pure mediante l'invio di alcuni comandi via SMS. Una volta configurato il software spia sul cellulare da spiare avremo il totale controllo di:

 SMS inviati e ricevuti;
 Lista delle chiamate perse, fatte e ricevute, con durata della chiamata, numero contattato, nome in rubrica;
 Latitudine e longitudine del cellulare a intervalli di tempo prestabiliti;
Il tutto viene ricevuto direttamente via email, su una casella di posta elettronica.


Inoltre, il cellulare che avremo impostato come controllore, se chiama il cellulare controllato o spiato, viene messo automaticamente in comunicazione, senza che questo squilli o compaia il numero sul display. Ciò ci consente di fare:

  Ascolto ambientale;
  Intercettazione telefonate.


L'intercettazione telefonata, può essere fatta, se viene attivata sulla SIM messa nel cellulare spia, la funzione conferenza a l'avviso di chiamata.

Lo stesso software, con le stesse caratteristiche, è comunque disponibile pure per cellulari spia windows mobile, iphone e blackberry.


Ovviamente si tratta di software molto potente, totalmente invisibile, che non lascia traccia di log delle sue attività sul cellulare spia, da installare esclusivamente nel pieno rispetto della legge. Installatelo solo sul vostro cellulare, per poterlo controllare e spiare a distanza in situazioni di emergenza o pericolo (antifurto, antisequestro, antirapina, controllo minori ed anziani incapaci di intendere e di volere). Se date il cellulare ad un parente, avvisatelo delle potenzialità del software installato e informatelo delle possibilità di controllo e monitoraggio che avete sull'apparecchio. Solo così facendo non si violerà la legge.

Apache 2 compilato con Visual Studio C + + 2008 VC9

Per gli amanti della perfezione, ecco il sito Apache Lounge dal quale scaricare Apache 2 compilato con Visual Studio C + + 2008 VC9

I file binari sono compilati scaricando i sorgenti direttamente da ASF (http://httpd.apache.org) e contengono le patch più recenti. Su ASF, invece, i binari Windows sono compilati usando VC6.

Una volta lanciato httpd.exe compilato con VC9, se usate PHP, scaricate i binari di php compilati con VC9.

lunedì 7 giugno 2010

RAEE: Iscrizione Albo Nazionale Gestori Ambientali entro il 18 Giugno 2010

Salve mondo,

per tutti coloro che gestiscono un negozio di articoli elettrici/elettronici o un laboratorio di assistenza tecnica elettronica/informatica, dal 18 Giugno, scatta un nuovo obbligo, ovvero l'iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali.

Quindi, per tutti i negozi o i laboratori già esistenti alla data del 18 Giugno 2010, l'obbligo di iscrizione deve essere onorato entro e non oltre il 18 Giugno del 2010. Per tutti i negozi o laboratori che nasceranno dopo il 18 Giugno 2010, immagino la regolarizzazione andrà fatta contestualmente all'apertura del punto vendita o del punto assistenza.

Grazie a tale iscrizione, i negozianti potranno ritirare dai clienti, in caso di nuovo acquisto, un prodotto equivalente a quello acquistato (ritiro uno ad uno), ma ormai giunto a fine vita, ed avviarlo presso l'isola ecologica comunale, per un corretto smaltimento nel pieno rispetto dell'ambiente.

Ma come iscriversi? Iscriversi è semplicissimo. Ecco le poche e semplici mosse da fare:

1) andare sul sito http://www.albonazionalegestoriambientali.it ed entrare nella sezione relativa alle REGIONI.
2) individuare la sezione competente, in base alla propria regione
3) segnarsi il codice del conto corrente postale, e fare due versamenti. Uno di euro 50,00 con causale "diritto annuale iscrizione raee albo nazionale gestori ambientali", ed un'altro di euro 10,00 con causale "diritto di segreteria iscrizione raee".
4) andare sul sito della propria camera di commercio, ed individuare nella sezione RAEE - AMBIENTE il numero di conto corrente dell'agenzia delle entrate, concessioni governative, competente per territorio, e fare un versamento di euro 168,00 con causale "iscrizione raee albo gestori ambientali, altri atti".
5) scaricare il modulo di iscrizione, di cui all'allegato A, della delibera del comitato nazionale dell'albo, n.1 del 19/05/2010 facendola firmare al rappresentante legale dell'impresa, e apponendo una marca da bollo di euro 14,62 ogni 4 pagine compilate (le pagine non compilate non valgono per il calcolo) avendo cura di compilare bene le pagine 11,12 e 13 (compresi i "codici elenco europeo dei rifiuti")
6) allegare la copia di un documento di indentità del legale rappresentante, e inviare il modulo compilato, assieme alle attestazioni degli avvenuti pagamenti, a mezzo raccomandata, alla propria sede regionale dell'albo nazionale gestori ambientali

Ogni anno, va pagato il diritto annuale di 50 euro, entro aprile. Ogni 5 anni, va rinnovata l'iscrizione.

Per qualsiasi chiarimento, rivolgersi esclusivamente alla propria camera di commercio, o alla sezione regionale dell'albo nazionale gestori ambientali.

sabato 22 maggio 2010

Web cam posta a 1500 metri sotto il livello del mare dalla BP

La British Petroleum, ha installato una web cam a 1500 metri di profondità, per permettere di visionare in tempo reale la perdita di petrolio e gas naturale nei fondali del golfo del Messico

http://www.bp.com/liveassets/bp_internet/globalbp/globalbp_uk_english/homepage/STAGING/local_assets/bp_homepage/html/rov_stream.html