lunedì 20 aprile 2009

Posta Elettronica Certificata (PEC): la nuova frontiera della comunicazioen elettronica

Salve Mondo...

credo che in Italia, finalmente possiamo considerarci protagonisti di una svolta che definire epocale non è del tutto improprio: la PEC è finalmente entrata a regime, e già in Italia ci scambiamo milioni di messaggi fra le aziende, i professionisti, la pubblica amministrazione e gli enti governativi, utilizzando uno strumento come la PEC che è un vanto per la nostra nazione.

Non vi nascondo, che inizialmente sentendo parlare di PEC non provavo molto interesse per la cosa. La PEC è una creatura tutta italiana, venuta fuori dai laboratori del CNIPA, un ente governativo: Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione.

Avendo di recente modo di approfondire la cosa, ho notato che i punti di interesse sono realmente tanti:

1) è un progetto opensource, basato su Linux (e già solo questo mi ha fatto aumentare di colpo l'interesse) realizzato in perl.

2) è l'unico sistema, che da la certezza dell'avvenuta consegna di un messaggio, presso la casella di posta del destinatario. Un pò come avviene con la raccomandata con ricevuta di ritorno. Solo che nel caso della PEC, la ricevuta di ritorno, arriva dopo pochissimi secondi.

3) assieme alla notifica di avvenuta consegna del messaggio nella casella di posta del destinatario, arriva pure una certificazione del contenuto che abbiamo inviato. Quindi non solo abbiamo la certezza della consegna del messaggio, ma abbiamo pure una prova avente valore legale del contenuto che abbiamo inviato, al pari di un atto giudiziario, inviato per raccomandata A.G.

4) è materialmente impossibile ad uno spammer, inviare messaggi spazzatura su una casella PEC. Le caselle PEC, sono infatti protette, e possono soltanto ricevere messaggi da parte di altri utenti PEC. Quindi per uno spammer internazionale, la PEC rappresenta uno scoglio insormontabile, in quanto non si possono mandar messaggi da una casella e-mail tradizionale ad un indirizzo PEC. Viceversa invece è possibile.

5) Il costo di una casella PEC è di 5 euro + iva annui, e si possono inviare tutti i messaggi che si vogliono, del tutto gratuitamente, a qualsiasi ente pubblico, professionista, azienda, ente governativo. Entro Novembre 2009 tutti i professionisti avranno una casella di PEC; entro Novembre 2011 tutte le aziende costituite prima del 2008 avranno una PEC. Tutte le aziende di nuova costituzione, dovranno nascere e comunicare da subito la PEC alla camera di commercio.

Insomma, almeno in Italia, abbiamo finalmente la possibilità di comunicare in forma SICURA, elettronica, gratuitamente fra di noi, con la pubblica amministrazione, con i professionisti e con le aziende.

Complimenti al CNIPA da parte di "tekhnologhia.blogspot.com" e come credo da parte dei milioni di italiani, che finalmente potranno comunciare elettronicamente, in forma certa e sicura, senza l'assillo di andare a controllare se qualche messaggio è andato a finire nel filtro antispam. Credo che diventerà un ricordo del lontano passato.

Se possiamo paragonare le nuove forme di comunicazione, a quelle tradizionali, io direi che l'e-mail tradizionale assomiglia alla posta prioritaria, mentre la PEC assomiglia alla posta raccomandata.

Poi è ovvio che potremo continuare ad usare la vecchia casella e-mail tradizionale, ancora per qualche annetto, cosi' per gioco, svago o per comunicare con l'estero.

Ma ci auguriamo che prima o poi, anche i paesi europei si adegueranno al sistema PEC, o perlomeno creeranno un qualcosa di simile, ed interoperabile con la PEC italiana.

venerdì 2 maggio 2008

Eugenetismo: l'assurdità di tale fanatismo

Salve mondo...

stamattina facevo una cosiderazione di carattere puramente matematico.

In Italia, statisticamente ogni 800 gravidanze circa, una riguarda un bambino con Sindrome di Down.

Molte donne in gravidanza vengono consigliate di sottoporsi ad esami invasivi, per fare diagnosi prenatale di tale sindrome. Inoltre, sembrerebbe che ogni 10 diagnosi prenatali positive per sindrome di Down, statisticamente, 8 donne decidono di abortire.

Ecco i risultati di tale pratica eugenetista:
- ogni 100/300 amniocentesi, si perde un bambino, a causa del fatto che tale pratica e' invasiva
- ogni 40/100 biopsie dei villi coriali, si perde un bambino a causa del fatto tale pratica e' ancora piu' invasiva dell'amniocentesi

Totale vittime:
ogni 800 gravidanze, sottoposte a diagnosi prenatale invasiva, vengono persi in media da un minimo di 3 bambini sani, nella migliore delle ipotesi, ad un massimo di 10-12 bambini nella peggiore delle ipotesi, incluso il bambino down che statisticamente rientra nella norma delle 800 gravidanze prese in considerazione.

Morale delal favola: per non far nascere un bambino affetto da sindrome di Down, ne sacrifichiamo in nome dell'eugenetismo da un minimo di 3 sani, ad un massimo di 10-12 sani.

Mi sa che abbiamo ancora molto da pensare sul senso di queste pratiche.

Non è corretto sacrificare dai 3 ai 12 bambini certamente sani, al fine di non far nascere un solo bambino affetto da sindrome di Down.

Meditate gente, meditate. E soprattutto, prima di farvi fare l'amniocentesi o la biopsia dei villi coriali, pensate a quel rischio abbastanza alto di perdere un bimbo sano, rischio che va dal 4% allo 0,3% dei casi di diagnosi pre-natale con tecnica invasiva.

L'amniocentesi, in molti casi e' perfettamente inutle e dannosa.

domenica 9 marzo 2008

Acquisti in rete: piccola guida per la sicurezza degli acquisti

Salve mondo...

visto il gran parlare che se ne fa, vorrei dedicare uno spazio del mio blog, per dare una mano, a coloro che si apprestano ad effettuare acquisti in rete, dando alcune linee guida, al fine di prestare maggiore attenzione contro possibili truffe.

Internet, da quando e' divenuto intorno alla fine degli anni '80 in Italia, un ottimo canale per il commercio a distanza, ha permesso a milioni di utenti, di fare ottimi affari. Ma l'altro lato della medaglia, è che altrettanti milioni di utenti, sono cadute vittime delle più disparate truffe, ordite a mezzo Internet, sfruttando l'apparente anonimità che il mezzo offre.

Sui media nazionali ed internazionali, quasi ogni giorno, si fa un gran parlare dei vari tipi di truffe in cui possono cadere vittime ignari utenti; ma spesso le informazioni che danno i media, su un singolo caso, non sono di grande aiuto per la stragrande maggioranza degli utenti novellini, che si apprestano ad entrare in internet, scegliendolo come mezzo per i propri acquisti.

La prima regola da sapere è la seguente: Internet non è l'El Dorado. Si, senza dubbio si possono fare buoni affari, ma spesso l'utente che si appresta a fare acquisti in rete, deve fare attenzione ad alcune cose, che appresso andrò ad elencare, e soprattutto, deve tenere alta la guardia, e soprattutto deve tenere alcuni comportamenti, che rispetta ogni giorno, anche nella vita reale, ma che su Internet, visto il relativo anonimato che vige, vanno leggermente potenziati: nessuno mai comprerebbe un oggetto in mezzo alla strada, da uno sconosciuto, consegnandoli dei soldi, e poi aspettando che il soggetto ritorni con la merce che abbiamo acquistato! Pertanto, prima di pagare chicchessia, sia nella vita reale che su internet, accertiamoci della sua identità, e soprattutto accertiamoci che la sua attività sia regolarmente registrata, e che abbia una partita IVA, ed una sede legale ben definita.

Eccovi alcune linee guida che mi sento di dare:

1) acquistare da un sito web registrato con un suffisso .it dà un leggerissimo grado di sicurezza in più, rispetto ad altri suffissi (.com, .eu, .net etc..) anche se questa non è una regola assoluta, e spesso si possono fare ottimi affari su domini con suffisso .com, .net, .eu, etc..

2) prima di inviare pagamenti ad un sito web, controllate che siano rispettate tutte le norme sul commercio a distanza, ovvero che siano presenti sul sito in bella presenza: partita IVA della ditta; indirizzo postale della ditta; ragione sociale completa; nomi dei responsabili commerciali, dell'amministratore o del titolare, numeri telefonici geografici (danno una relativamente maggior sicurezza rispetto ad un semplice cellulare) (questa è una regola fondamentale, e la mancanza di uno solo dei predetti dati, può già essere un elemento che dovrebbe fare insospettire l'acquirente, su una minor sicurezza)

3) se ci si appresta a fare acquisti di un certo importo, prima di inviare un pagamento, controllare presso la camera di commercio locale, l'esistenza dell'attività presso cui ci si appresta a fare acquisti, e farsi comunicare eventualmente il nominativo degli amministratori o dei titolari

4) se ci si appresta a fare acquisti di relativamente piccola entità, magari si puo' saltare il punto 3, però prima di fare il pagamento, cercare su google maggiori informazioni sulla ditta presso la quale ci si appresta ad acquistare (leggere i commenti di precedenti acquirenti sui forum; qualsiasi ditta con più di 3-5 anni di attività su internet svolta mediante un sito internet proprio, lascia tracce evidenti sui forum, lasciate da acquirenti vari che hanno acquistato mediante il sito web

5) se si effettua un pagamento, accertarsi che il conto corrente bancario sia intestato alla ditta; se si paga con carta di credito, occhio che quando vengono inseriti i dati sul web, il proprio navigatore web utilizzi un protocollo di comunicazione sicuro SSL; inoltre considerare che nel caso di pagamento con carta di credito, per legge, si è tutelati dalla propria banca, contro la mancata spedizione, o contro la mancata ricezione: rivolgetevi in tali casi, tempestivamente alla vostra banca, e denunziate il fatto se entro un mese dal pagamento, non ricevete l'oggetto ordinato: in poche settimane, avrete i soldi riaccreditati sul conto, in quanto la banca per legge lo deve fare. Se si paga in contrassegno, si potrebbe pensare di essere maggiormante tutelati, ma occhio ai pacchi che ricevete: in caso il pacco sia evidentemente danneggiato, accettare la merce con "riserva di verifica del contenuto", e aprirlo davanti al postino, e fargli fare da testimone, sulla presenza effettiva della merce ricevuta: nel caso la merce sia mancante, non conforme o danneggiata, chiedete al postino di restituire il pacco al mittente e rifiutarlo! Nel caso invece, il postina lascia il pacco e se ne va subito, e solo quando lo aprite vi accorgete che dentro c'e' altra merce, lasciare intatto sia l'involucro che il contenuto (non sconfezionarlo) e contattare subito il venditore.

6) ebay!! che dire... e' tutto un capitolo a parte... ci tornero' in seguito, dedicando ad esso un articolo dedicato. Ebay permette la vendita sia a privati che a professionisti, pertanto prima di comprare un oggetto, accertarsi sempre se l'utente ebay da cui stiamo acquistando, possiede un'attività commerciale registrata presso le autorità competenti, o se stiamo comprando da un soggetto privato, e quindi senza tutte le tutele che la legge ci dà nel caso di un acquisto da professionisti. Inoltre, prima di acquistare, controllare sempre i commenti lasciati dagli altri acquirenti (cosiddetti feedback) e se ci sono dei dubbi, meglio astenersi da fare l'acquisto. Inoltre, occhio, perchè in caso di truffa, un utente novellino (o anziano) su ebay rischia di perdere buona parte dei soldi spesi, in quanto la loro assicurazione copre solo 220 euro circa, e in caso di pagamenti effettuati con "postepay", "western union", "money gram" si rischia di non ritornare mai più in possesso della cifra, neanche dei fatidici 220 euro circa. Da quando ebay esiste in Italia, il commercio online da parte delle attivita' di commercio elettronico regolare, ha sofferto un grave calo di vendite, e al contrario sulla piattaforma ebay, hanno visto salire i loro introiti in maniera spropositata; per la verità gli acquirenti, stando a quello che si legge dai loro regolamenti, al massimo possono essere risarciti, in caso di truffa, di 220 euro circa, ma attenzione, solo se si sono utilizzati i canali di pagamento consigliati da loro....
Loro consigliano di usare principalmente: bonifico bancario, PayPal, VISA, bollettino di cc postale, vaglia postale; solo se avrete usato uno dei predetti canali di pagamento, la loro assicurazioen vi risarcirà in caso di truffa. Su PayPal avrei delel riserve, in quanto in teoria PayPal dovrebbe rimborsare tutta la cifra truffata, ma nel caso la somma non sia più disponibile sul conto del vendditore, non so cosa potrebbe succedere. Pertanto, è consigliabile sempre finanziare i propri acquisti pagati mediante PayPal da una carta VISA o Mastercard, in modo tale da potersi sempre rivolgere alla propria banca, per vedersi riaccreditare l'importo sul proprio conto bancario, come dice la legge, in caso di merce non ricevuta o non conforme. Ma ripeto, su ebay ci tornerò in seguito con un capitolo tutto a parte....

7) se si acquista qualcosa nell'ambito delle propria attività, condividere le proprie esperienze di acquisti via internet, sia positive che negative, con i propri colleghi di lavoro, in modo tale da utilizzare il passaparola e scegliere e far scegliere il venditore giusto o il sito giusto, sulla base delle proprie esperienze e di quelle degli altri. La stessa regola vale quando si effettuano acquisti relativi ai nostri passatempi, o necessità: chiedere consiglio prima di acquistare su internet, agli altri utenti dei forum che frequentiamo, agli amici o ai parenti: sicuramente potremo confrontare molte esperienze, e farci un'idea di dove dobbiamo andare a comprare con maggiore sicurezza

8) sugli acquisti dall'estero, vale solo e soltanto una regola d'oro: prudenza! Quando si compra dall'estero, è preferibile pagare con carta di credito (sempre trasmettendo i dati solo mediante protocollo sicuro SSL, facendo attenzione che compaia il lucchetto nella barra di navigazione, e che l'indirizzo della pagina dove inseriamo i dati inizi con https) ed evitare assolutamente siti escrow non conosciuti, pagamenti con money transfer (western union, moneygram) e contanti in busta. Evitare, nei limiti del possibile, anche i pagamenti via bonifico bancario: in caso di merce non ricevuta, nessuno ci ridarà mai i nostri soldi indietro, e le cause giudiziarie internazionali, costano carissime. Occhio ai paesi dell'estremo oriente attualmente molto popolari come la Cina.
Sarebbe preferibile, come già detto, pagare con VISA o con PayPal, preferendo però in quest'ultimo caso, di finanziare il pagamento paypal direttamente dalla carta di credito, ed evitando quindi di finanziarlo con fondi paypal propri, in quanto in caso di merce non ricevuta o non conforme, paypal difficilmente di restituirà i soldi, se questi non sono più presenti sul conto paypal del venditore.

Importante: ricordatevi che per legge, il titolare di un negozio e-commerce, ha per legge 30 giorni solari di tempo, per potere spedire la merce, senza incorrere nel reato di frode. Non effettuate denunzie prima dello scadere dei trenta giorni, pena il rischio di diventare noi stessi vittime di denunzie per calunnia da parte dei titolari dell'attività commerciale. In questo frangente di tempo, è meglio in caso di mancata spedizione della merce, dialogare con il titolare o con i respinsabili, evitando minacce, o parolaccie. SCADUTI I TRENTA GIORNI, SENZA AVERE PROVA DELL'AVVENUTA SPEDIZIONE, O SENZA AVERE RICEVUTO LA MERCE, RIVOLGERSI SENZA PERDERE TEMPO, AI CARABINIERI.

Continua a breve....

domenica 30 dicembre 2007

Bloccare gli SMS mangiasoldi degli operatori

Salve a tutti...

eccovi un paio di piccoli trucchi, per evitare di ricevere gli SMS prosciuga-credito degli operatori di loghi, suonerie, oroscopi ed inutilità varie:

1) chiamare il proprio operatore, e chiedergli di disattivare temporaneamente la SIM (bastano poche ore). In tal modo, tutti i servizi di ricezione SMS a pagamento, saranno disattivati. ovviamente, nel comunicare con il proprio operatore, chiedere consiglio, se effettivamente questa è la migliore procedura possibile.

2) un trucco un po' drastico, ma utilissimo per bloccare a tempo indefinito tutti gli SMS entranti, compresi quindi pure sti SMS prosciuga-credito:

digitare sulla tastiera del proprio telefonino, il seguente codice, per bloccare la ricezione di tutti gli SMS entranti: *35*password*16# e poi premere invia chiamata.

Le password di rete, predefinite, per i vari operatori sono:

TIM 0000
VODAFONE 1234
TRE 3333
WIND 2121

Se ricevete un messaggio di errore, non insistete, in quanto probabilmente la vostra password di rete predefinita è stata cambiata, o è diversa da quelle conosciute. In tal caso, chiamare il proprio operatore, per conoscere la propria password di rete, o per farla resettare a quella predefinita.

NOTA: per quanto riguarda la TIM, il comando, non funziona sulle "TIM Ricaricabili", ma solo sulle "TIM a contratto".

Passati alcuni giorni, di totale pace sul fronte degli SMS entranti, potete provare a riattivare il servizio degli SMS entranti, digitando:
#35*password*16# e poi premere invia chiamata

Se invece, violete vivere nella pace, e odiate ricevere ogni 10 minuti un SMS inutile, lasciate la funzione ricezione SMS perennemente bloccata :)

Per completezza, pubblico anche il set di codici completi, per il controllo delle chiamate entranti, uscenti, SMS, videochiamate, chiamate dati etc...

Sbarramento chiamate uscenti:

ATTIVAZIONE

TUTTI
*33*PWD#INVIO
SOLO FONIA
*33*PWD*11#INVIO
SOLO DATI
*33*PWD*25#INVIO
SOLO FAX
*33*PWD*13#INVIO


DISATTIVAZIONE
TUTTI
#33*PWD#INVIO
SOLO FONIA
#33*PWD*11#INVIO
SOLO DATI
#33*PWD*25#INVIO
SOLO FAX
#33*PWD*13#INVIO


INTERROGAZIONE
TUTTI
*33#INVIO


Sbarramento chiamate uscenti internazionali

ATTIVAZIONE
TUTTI
*331*PWD#INVIO
SOLO FONIA
*331*PWD*11#INVIO
SOLO DATI
*331*PWD*25#INVIO
SOLO FAX
*331*PWD*13#INVIO

DISATTIVAZIONE
TUTTI
#331*PWD#INVIO
SOLO FONIA
#331*PWD*11#INVIO
SOLO DATI
#331*PWD*25#INVIO
SOLO FAX
#331*PWD*13#INVIO

INTERROGAZIONE
TUTTI
*#331#INVIO


Sbarramento chiamate entranti
ATTIVAZIONE
TUTTI
*35*PWD#INVIO
SOLO FONIA
*35*PWD*11#INVIO
SOLO DATI
*35*PWD*25#INVIO
SOLO FAX
*35*PWD*13#INVIO

DISATTIVAZIONE
TUTTI
#35*PWD#INVIO
SOLO FONIA
#35*PWD*11#INVIO
SOLO DATI
#35*PWD*25#INVIO
SOLO FAX
#35*PWD*13#INVIO


INTERROGAZIONE
TUTTI
*#35#INVIO

Inoltre, per ulteriore completezza aggiungo che il codice di due cifre (lo chiameremo yy), da mettere dopo la password, può essere:

yy = 11 traffico voce yy = 16 sms yy = 13 chiamate fax yy = 24 dati sincroni e videochiamate yy = 25 dati asincroni

Per variare la password di rete:
**03*330*VECCHIA PWD*NUOVA PWD*NUOVA PWD#INVIO

giovedì 6 settembre 2007

Modchip (modifica, modifiche) per PlayStation: legali o illegali?

Salve mondo....

con questo post, vorrei affrontare uno degli argomenti forse più controversi della nuova era tecnologica:
- le modifiche per playstation (e altre console come xbox, xbox360, etc..) sono legali o illegali?
- Se sono legali, entro quali limiti?
- Se sono illegali, oltre quali limiti?
- Sono sempre illegali?
- Sono sempre legali?

Bene, come vedete le domande sono molte, e vi posso garantire che da anni molti esperti in materia informatica e di diritto esprimono pareri, anche discordanti sulla materia.

Di sicuro abbiamo alcuni punti fermi, che ci derivano da un'attenta analisi dell'attuale legislazione italiana sul diritto d'autore, e sul diritto alla reingegnerizzazione del software da parte dell'utente, ai fini di interoperabilità:

1) una modifica, che ha come attività prevalente quella di rimuove una protezione posta dal costruttore al fine di bloccare l'avvio di CD o DVD copiati, è senza ombra di dubbio illegale (viene violato l'art. 171-ter Legge 22 aprile 1941 n. 633 modificato con legge 22 maggio 2004, n. 128).

Normalmente i distributori di modchip, affermano che è responsabilità dell'utilizzatore usare la modifica al fine di non violare la legge. ma come si può chiedere ad un acquirente di un oggetto palesemente illegale, di non violare la legge, se l'oggetto stesso che sta acquistando è già di per se stesso illegale?

Bene... alcuni potrebbero dire: ma per fare partire i CD o i DVD di backup, che sono tutelati dalla legge, è necessario installare un modchip!
Io rispondo: no!
Non è possibile utilizzare una copia di backup, quando per poterlo fare, si deve violare la legge! Essa è praticamente inservibile, in quanto le console di gioco più diffuse (playstation, xbox, etc..) non permettono ad un comune CD o DVD di backup di partire, in quanto hanno nella parte hardware delle efficaci misure poste a tutela del diritto d'autore.
E allora, come si fa ad utilizzare una copia di backup, fatta nel rispeto della legalità?
Semplice: installando sul proprio PC un emulatore della console di gioco, legalmente posseduta, ed usando la copia di backup sul proprio PC.
L'emulatore, secondo il mio parere, si può possedere in quanto avendo la console originale, il firmware della console può essere per legge reingegnerizzato ai fini della interoperabilità (operazione tutelata dal DECRETO LEGISLATIVO 29 Dicembre 1992, n. 518Attuazione della direttiva 91/250/CEE relativa alla tutela giuridica dei programmi per l’elaboratore).

2) un modchip che facesse partire solo titoli stranieri (importati) e che quindi non permetterebbe l'avvio di copie di backup (copie di sicurezza) non violerebbe affatto l'art. 171-ter Legge 22 aprile 1941 n. 633 modificato con legge 22 maggio 2004, n. 128 in quanto il supporto avviato sarebbe originale. In tal caso, romperemmo semplicemente l'accordo commerciale stipulato fra noi e la casa costruttrice al momento dell'acquisto, compromettendo solamente la garanzia, e non la nostra fedina penale.

3) un modchip che facesse partire solo software autoprodotto, o compilazioni linux, o lettori multimediali (software per leggere mp3, mp4, etcc) e che quindi non permetterebbe l'avvio di copie di backup non violerebbe affatto l'art. 171-ter Legge 22 aprile 1941 n. 633 modificato con legge 22 maggio 2004, n. 128 in quanto il supporto avviato sarebbe legato a software rilasciato con licenza open source, o addirittura autoprodotto dall'utente.

In termini pratici, si arriva alla conclusione che, l'unica cosa che un modchip, per essere considerato legale, deve fare, e' di NON AVVIAE COPIE DI BACKUP DI SOFTWARE ORIGINALE PRODOTTO PER LA CONSOLE.
In altri termini, l'unica cosa che un modchip NON DEVE FARE, E' DI AVVIARE COPIE DI BACKUP DI SOFTWARE ORIGINALE PRODOTTO SPECIFICATAMENTE PER LA CONSOLE.

continua....

sabato 18 agosto 2007

Puntatori Laser fuorilegge




Tabella riassuntiva relativa alla legalità dei "puntatori laser".


Classe di appartenenza
Potenza
Vendita, produzione ed importazione Legale
Conformità CEI EN 60825
Codice del consumo
Dlgs 206/2005
Sicurezza Macchine
D.P.R. 459 del 1996
Violazione Cod. Penale *
1  e  2
Max 1 mW
Si
Conforme
(marchio CE necessario)***
Istruzioni ed avvertenze in italiano Art. 9
Applicabile -(marchio CE necessario)***
No
3a
fra 1 mW e 5 mW
No *
Non conforme
Prodotto Pericoloso
(Art. 102 e succ.)
Non conforme
(art. 2 comma1, Allegato A)
Si*
3b
fra 5 mW e 500 mW
**
No *
Non conforme
Prodotto Pericoloso
(Art. 102 e succ.)
Non conforme
(art. 2 comma1, Allegato A)
Si*
4
Oltre 500 mW
**
No *
Non conforme
Prodotto Pericoloso
(Art. 102 e succ.)
Non conforme
(art. 2 comma1, Allegato A)
Si*

* L'art. 650 del c.p.p. viene contestato a chi importa, produce o commercializza puntatori laser di classe uguale o superiore a 3, per l'inosservanza dell'Ordinanza del ministero della salute 16 luglio 1998 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del 20-07-1998. Il prodotto illegale, altresì, è soggetto a sequestro e successiva distruzione per via della pericolosità per la salute umana.

** I puntatori laser in classe 3b e 4 potrebbero rientrare nella categoria delle "armi non letali" o "inabilitanti"(armi laser, armi ad energia diretta), vista la loro estrema manegevolezza, facile impugnabilità e la loro esclusiva attitudine ad arrecare ustioni, danni permanenti alla retina e provocare incendi, mediante il "trasferimento di energia elettromagnetica" sul bersaglio.

*** La presenza di un marchio CE regolare implica:
- la presenza del nome dell'importatore o del produttore con chiaro indirizzo in Italia o in Comunità Europea
- la presenza di un certificato di conformità CE
- Istruzioni in Italiano (ed almeno in un'altra lingua comunitaria)
- Avvertenze in italiano sui limiti di sicurezza del prodotto, e sulle condizioni di utilizzo in piena sicurezza



Fonti normative:
Direttiva n. 89/336/CEE, concernente la compatibilità elettromagnetica
D.Lgs. 12 novembre 1996, n. 615 – direttiva 89/336/UE – L. 22 febbraio 2001 n. 36.
6. Chiunque acquista o utilizza apparecchi privi della prescritta marcatura CE o apporta per uso personale ad apparecchi dotati di marcatura CE modifiche che comportano la mancata conformità ai requisiti di protezione è assoggettato alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 25,82 a euro 154,94.

7. Sono assoggettati a sequestro gli apparecchi di cui all’art.2, comma 1, che sono immessi nel mercato e che risultano:
a. non conformi ai requisiti di protezione;
b. privi della prescritta marcatura CE;
c. non corredati dalla dichiarazione prevista dagli articoli 7 e 8, ancorché dotati della marcatura CE;
d. provvisti di marcature che possono confondersi con la marcatura CE ovvero che possono limitarne la visibilità e la leggibilità.
8. Gli apparecchi sono confiscati qualora, nei sei mesi successivi alla esecuzione del sequestro, non si è proceduto alla regolarizzazione delle situazioni indicate nel comma 7 ovvero al ritiro dal mercato degli apparecchi medesimi.



Salve Mondo...

di recente, ho potuto notare, che alle feste di paese, sulle bancarelle dei "venditori ambulanti abusivi" stranieri, sono a disposizione di tutti articoli praticamente fuorilegge: i malefici puntatori laser.



Sorpreso di come un oggetto così pericoloso potesse finire in mano a dei bambini o a degli sprovveduti, ho voluto approfondire la cosa su internet, ed ho trovato cose interessantissime, che adesso vi andrò ad elencare...


Per prima cosa, non tutti i puntatori laser sono da considerare fuorilegge. Infatti, possono essere venduti in Europa sul libero mercato solo i puntatori con potenza inferiore o uguale ad 1 mW, senza particolari restrizioni. L'unico obbligo per i venditori, è che sulla confezione siano presenti delle chiare indicazioni (in italiano) sui pericoli per la vista, e che sia presenti un adesivo indicante la classe di appartenenza del dispositivo, le indicazioni d'uso, il nome del produttore o l'importatore, con indirizzo in Italia o in Europa, il marchio ce, ed opzionalmente un estratto della certificazione ce con tutti i test di sicurezza effettuati dal produttore. Questi puntatori, rientrano nella classe 1 e 2 e non sono pericolosi per la vista, in quanto le prime due classi, riguardano laser con potenza inferiore o uguale ad 1 mW.
I laser con potenza inferiore o uguale a 1 mW in teoria possono essere montati a mo' di puntatore, in quanto se accidentalmente colpiscono gli occhi di qualcuno, il riflesso di chiusura delle palpebre è sufficiente a prevenire danni da lunghe esposizioni, in quanto le palpebre si chiudono fisiologicamente in una persona sana entro 0,25 secondi quando la retina è colpita improvvisamente da una forte luce. E' ovvio, che anche quando la potenza ottica di illuminazione è rispettata, ribadisco che il puntatore di bassa potenza ( minore o uguale a 1mW) deve recare un adesivo indicante la classe di appartenenza del dispositivo (classe 1 oppure 2), le indicazioni d'uso, il nome del produttore o l'importatore, con chiaro indirizzo in Italia o in Europa, il marchio ce, ed opzionalmente un estratto della certificazione ce con tutti i test di sicurezza effettuati dal produttore

La cosa è diversa per i puntatori presenti sulle bancarelle dei "venditori ambulanti abusivi", molto spesso stranieri:

- nessuna certificazione ce valida
- non è riportato sulla confezione il nome del produttore o dell'importatore italiano od europeo
- nessuna garanzia che si tratti di laser in classe 1 oppure 2 ( e quindi con potenza inferiore a 1mW), in quanto è roba spesso importata illegalmente, e priva di marchio ce o con marchio ce contraffatto
- nessuna indicazione d'uso, e/o precauzioni d'uso in lingua italiana
- oggetto venduto tranquillamente anche a soggetti minorenni, che non possono comprendere le particolari restrizioni d'uso di un oggetto del genere

Spesso i carabinieri sequestrano questa roba quando non rispetta le benchè minime norme di sicurezza e di conformità: è illegale, e pericolosa per la salute pubblica! Troppo spesso questi oggetti finiscono in mano a dei bambini, che li scambiano impropriamente per dei giocattoli!


In una classe di mezzo, giacciono i puntatori laser di classe 3a. Essi hanno potenze fra 1 mW e 5 mW e alcuni paesi come gli USA, ne consentono la commercializzazione, anche se con alcune limitazione d'uso. In Italia i puntatori laser di classe 3a sono sempre illegali e non si possono nè produrre, nè importare, nè commercializzare.
In teoria, i puntatori laser di classe 3a, e quindi con potenza compresa fra 1mW e 5mW, non dovrebbero costituire un grosso pericolo per la vista, in quanto il fisiologico riflesso di chiusura delle palpebre, intervenendo di fatto entro 0,25 secondi, dovrebbe bastare a proteggere la retina. Per questo motivo la legge USA li tollera.
Ma il Ministero della Salute italiano, ha ordinato di consentire al massimo la vendita di puntatori laser in classe 1 e 2, con potenza ottica di emissione massima di 1mW (ORDINANZA 16 luglio 1998 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del 20-07-1998 ). Credo comunque, che molti altri paesi europei prevedono la stessa restrizione italiana.

Chi importa, produce o vende puntatori laser con potenza superiore a 1 mW, viola pertanto l'art. 650 del codice di procedura penale, oltre naturalmente a rischiare il sequestro della merce per mancanza di marchio CE.

Un discorso a parte e molto più serio, va fatto per tutti i "puntatori laser illegali" con potenza superiore a 5mW, che quindi appartengono alla classe 3b o superiore. Haimè: si trovano sul mercato, principalmente su Internet, da venditori stranieri, sotto forma di "puntatori laser illegali" con potenze superiori a 5mW.
Questi puntatori laser, oltre che essere illegali per definizione, sono delle vere e proprie "armi ottiche" e ribadisco, sono illegalissimi (li definisco "armi ottiche" ovvero oggetti atti e concepiti per offendere l'organo della vista in maniera grave e permanente o provocare ustioni in altre parti del corpo o incendiare oggetti o cose)! Per definizione, in base al dpr 24 luglio 1996, n. 459, un laser di alta potenza, non può essere mai e poi mai assemblato a mo' di puntatore. Sono micidiali per la vista: provocano danni permanenti alla retina, anche per esposizioni dell'occhio inferiori a 0,25 secondi (il fisiologico tempo di chiusura delle palpebre in una persona sana a seguito dell'esposizione della retina ad una forte luce) e la loro produzione, importazione e vendita è chiaramente proibita in Italia dall'ORDINANZA 16 luglio 1998 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 167 del 20-07-1998 (è vietata, su tutto il territorio nazionale, la commercializzazione di puntatori laser o di oggetti con funzione di puntatori laser di classe pari o superiore a 3, secondo la norma CEI EN 60825), nell'Unione Europea dalla direttiva CEI EN 60825/1 e negli U.S.A dal "Chapter 21 CFR (the Code of Federal Regulations)".

In teoria i laser di questa potenza (maggiore di 5 mW, in classe 3b e superiori) , potrebbero essere venduti solamente a professionisti, ed a industrie per scopi medici e scientifici! Mai a liberi cittadini! Hanno un mare di limitazioni, e li puo' utilizzare solo chi li usa appunto per scopi di lavoro, che peraltro deve partecipare a dei corsi di preparazione e formazione, ed in ogni caso, non possono essere mai e poi mai prodotti, importati o venduti sotto forma di puntatori laser portatili, in quanto contravvengono per definizione al d.p.r. 24 luglio 1996, n. 459, che recita esattamente:

1.5.12. Rischi dovuti a dispositivi laser
In caso di impiego di dispositivi laser va tenuto conto delle seguenti disposizioni:- i dispositivi laser montati su macchine devono esser progettati e costruiti in modo da evitare qualsiasi radiazioni involontarie;i dispositivi laser montati su macchine debbono essere protetti in modo tale che nè le radiazioni utili, nè la radiazione prodotta da riflessione o da diffusione e la radiazione secondaria possano nuocere alla salute;- i dispositivi ottici per la osservazione o la regolazione di dispositivi laser montati su macchine devono eseere tali che i raggi laser non creino alcun rischio per la salute.


In pratica, tutti i laser con potenza superiore a 5mW, e quindi appartenenti a classe 3b e 4 devono essere messi in funzione, solo se il raggio colpisce oggetti fuori dalla portata di persone, e solo se il raggio viene schermato in modo tale che non puo' accidentalmente colpire persone! Vi immaginate un puntatore laser? Che sicurezza puo' garantire? Di fatto, nessuna!
Un'altra cosa: chi importa puntatori laser di classe 3b o superiore, lo fa sempre illegalmente, e rischia alla dogana un sequestro della merce importata, anche se compra un solo pezzo. I laser di questa potenza, possono essere importati solo da industrie, da laboratori, e da enti scintifici governativi, ma mai sotto forma di puntatori. I puntatori sopra 5mW di potenza, non possono essere costruiti, ne' in Italia, ne' in Europa, nè negli USA, e probabilmente in buona parte del mondo civilizzato.
I paesi stranieri che consentono alla propria industria la costruzione e l'esportazione in Occidente di "puntatori laser illegali" in classe 3b o 4 di fatto producono ed esportano "armi laser" micidiali per la vista di chi ne è colpito, ed in grado di provocare incendi. Chi importa e commercializza abusivamente tali "armi laser", minaccia gravemente la salute e l'incolumità dei cittadini.
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Ecco una serie di Riferimenti normativi completi:

D.P.R. del 1955 n. 547; norme per la prevenzione degli
infortuni sul lavoro.

DPR del 1956 n. 303; norme generali per l’igiene del
lavoro.

D.P.R. del 1996 n. 459; regolamento per l'attuazione delle Direttive 89/392/CEE; regolamentazione tecnica sulla sicurezza delle macchine.
http://www.italgiure.giustizia.it/nir/lexs/1996/lexs_339264.html

Le principali norme di riferimento sono la norma CEI-EN 60825/1 e 1381G (Norme operative sulla sicurezza dei sistemi laser) e la Norma CEI 76 fascicolo 3850R Anno 1998 (Guida per l’utilizzazione di apparecchi laser per laboratori si ricerca).

Più recente é la nuova Norma Europea CEI EN 60825/1, Ed. Quarta, Fascicolo CEI 6822 del Febbraio 2003 (Parte prima: classificazione delle apparecchiature, prescrizione e guida per l’utilizzatore).

ORDINANZA 16 luglio 1998 pubblicata nella Gazetta Ufficiale n. 167 del 20-07-1998
http://gazzette.comune.jesi.an.it/167/6.htm

Art. 650 c.p.p. "Inosservanza dei provvedimenti dell’autorità", che si applica a chi commercializza, importa o produce puntatori laser di potenza superiore ad 1 mW, per inosservanza della predetta ORDINANZA 16 luglio 1998 del ministero della salute (Gazetta Ufficiale n. 167 del 20-07-1998)

Dlgs 206/2005
http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/05206dl.htm

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Bibliografia
LASER: Analisi dei rischi e misure di sicurezza, T. Limongi, A. Giugni, L. Palladino, B. Paponetti
http://www.univaq.it/include/utilities/blob.php?item=file&table=allegato&id=209

Breve opuscolo informativo ai fini della sicurezza per gli utilizzatori di laboratori laser (Università di Pisa)
http://www.unipi.it/ateneo/governo/amm/spp/ig-sic/ri-fisici/laser.doc_pdfcvt.pdf

Più recente
Procedura sicurezza LASER (Università di Ferrara)
http://www.unife.it/centri/sista/allegati/sicurezza/Procedura%20sicurezza%20laser_04.pdf
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Una curiosita' che ho trovato in rete: guardate quanti sequestri sono stati fatti quest'anno nei vari paesi dell'unione europea, cliccando qui, sul sito dell'Unione Europea

Un'altra cosa: un americano, rischia 25 anni di prigione, in quanto è stato accusato di avere utilizzato impropriamente uno di questi puntatori laser contro un aereo di linea in fase di atterraggio all'aeroporto di Teterboro il 29 Dicembre 2006.

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Alcuni indirizzi utili:

In Italia ecco l'ufficio ministeriale che si occupa della sicurezza del mercato:

Ministero dello Sviluppo Economico
Direzione Generale per l’Armonizzazione del Mercato e la Tutela dei Consumatori
Ufficio D4 - Sicurezza e Conformità dei Prodotti
Via Molise, 2
00187 Roma

ecco l'indirizzo dell'ISS che effettua determinazioni richieste dai NAS e dalla magistratura sui "puntatori laser giocattolo",oggetto di specifiche norme:

Istituto Superiore di Sanita'
Viale Regina Elena 299
00161 - Roma
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sabato 23 giugno 2007

Driver per scheda di rete con chipset RTL8139D su windows vista

Per tutti coloro che non riescono a trovare i driver per windows vista, di questa popolarissima scheda di rete, con chipset RTL8139D.

Vista accetta tranquillamente i driver di Windows 2000, e tutto funziona alla grande.